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Centro diurno per disabili <br/> genitori in allarme

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Il municipio di Canda

CANDA - Dopo il crollo di parte di un soffitto e la conseguente chiusura del centro diurno per disabili di Canda, voluta dall’Ulss 18, ieri mattina alcuni genitori degli ospiti hanno chiesto ed ottenuto un incontro con l’amministrazione comunale e l’azienda Ulss 18, per capire quali saranno le prospettive di accoglienza per i loro figli.
La situazione era molto calda dato che nei giorni scorsi erano circolate voci che annunciavano l’intenzione dell’amministrazione di allontanare il centro diurno dal paese, smentite dall’intervento dello stesso primo cittadino che anzi ha raccontato la realtà dei fatti carte alla mano. Con certezza ad oggi si sa che l’intervento per controsoffittare la parte crollata del tetto ammonta a 60mila euro in carico all’Ulss 18, che i 46 ospiti del centro di Canda rimarranno da lunedì prossimo fino a settembre nelle scuole medie di Lendinara e che in seguito una parte sarà dislocata a villa Boggian (l’altra parte non si sa). “Tutto questo è stato deciso sopra le nostre teste – replicano, molto infastiditi, i genitori dei disabili – nessuno ci ha interpellato”.
E tra i discorsi che si fanno emerge la possibilità che il futuro sia già stato disegnato dall’Ulss 18 in accordo con l’amministrazione di Lendinara, con il progetto di recupero dell’ex ospedale già presentato in regione Veneto. In questo caso gli ospiti del centro diurno di Canda andrebbero là tra un paio di anni.Anche in questo caso la maggior parte dei genitori non è d’accordo perché Lendinara sarebbe troppo lontana.

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