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Eridania, tra passato e futuro<br/>troppi capannoni e case disabitate

Il viaggio

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Un viaggio attraverso il Polesine, partito da Rovigo e arrivato a Santa Maria Maddalena, percorrendo la Statale 16 per poi imboccare l’Eridania e passare per Occhiobello e Stienta. Il tragitto, poi, continua attraversando i comuni di Gaiba, Ficarolo e Salara, svoltando poi per Stienta e da qui, facendo ritorno a Rovigo, percorrendo la Transpolesana. Il viaggio della Voce, quindi, è giunto all’ultima tappa, quella che da Gaiba, ancora sull’Eridania, porta a Ficarolo e Salara cercando di rispondere alla stessa domanda: cosa si vede dal finestrino dell’auto percorrendo queste strade polesane?


Lungo il tratto di Eridania che attraversa il territorio comunale di Gaiba, come già notato sul resto della Regionale 6, è facile incappare in grandi cartelli “Affittasi” e “Vendesi” appesi a cancelli e vetrine. Case, capannoni e fabbriche ormai abbandonate, cercano un nuovo proprietario che le faccia tornare agli antichi fasti o, quantomeno, ad essere vive e funzionanti.

Proseguendo in direzione di Ficarolo, poi, i capannoni lasciano il posto alla suggestiva campagna polesana che permette di intravedere, in lontananza, qualche casolare abbandonato e diroccato che, però, nel contesto risulta più suggestivo che fastidioso.


Arrivando nei pressi del territorio comunale di Salara tornano i cartelli: qualcuno vende lotti commerciali edificabili nell’aperta campagna. Di fianco ad una grande fabbrica, poi, rete e transenne impediscono l’accesso alla zona in questione dove, però ci sono solo erbacce sfibrate dal freddo.

Avvicinandosi ai centri abitati, tornano a farsi vedere le grandi case in vendita: edifici abbandonati a loro stessi e alla ricerca di qualcuno che se ne prenda di nuovo cura. Quello che si vede dai finestrini dell’auto attraversando il Polesine, è una provincia segnata profondamente dalla crisi che ha visto decine di fabbriche e di aziende chiudere, abbandonando i siti produttivi e bisognose di venderli per poter tornare a vivere.


E’ un Polesine in cui molte case sono ormai disabitate, per la morte dei proprietari, forse, e per l’impossibilità degli eredi di prendersene cura. E’ un Polesine segnato profondamente ma che ha voglia di riprovarci e spera che qualcuno, prima o poi, chiami i numeri su quei cartelli e riprenda in mano aziende, ditte e case. E’ un Polesine che ha voglia di ripartire.

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