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Apre i battenti la nuova discarica <br/> Paulon: "Ma bisogna differenziare di più"

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03/04/2016 - 13:08

Il Polesine ha una nuova discarica. Ha aperto ufficialmente i battenti ieri mattina, all’alba, il sito di Taglietto 1, a Villadose. Là in fondo, nel profondo della campagna polesana, ci sono due vasche, una a fianco all’altra, pronte ad essere riempite di immondizia. Insieme, formano un quadrato di 160 metri per 160. Due ettari in mezzo in totale, che svetteranno per 13 metri sul piano campagna, oltre ai tre metri e mezzo interrati. Come la vicina Taglietto 0, ormai piena, da cui la nuova discarica è separata solo da una paratia che sta per essere demolita.
E’ il primo dei tre lotti della discarica, in cui saranno stipati i rifiuti da qui al 2020 compreso. Per allora, poi, dovrebbe essere realizzato e bonificato anche il secondo lotto: altri due ettari e mezzo, così come il terzo. Un’opera da oltre 20 milioni di euro.


Entrando nel nuovo sito, la prima cosa che colpisce è l’assenza di odori particolari. Uno, in una discarica, si aspetta di sentire una puzza terribile. Non è così. Eppure, proprio lì a fianco, c’è una montagna di immondizia a cielo aperto, risalente agli anni 80: è quella tolta da sottoterra, nei lavori per la bonifica di Taglietto 1. Vecchi rifiuti che, presto, saranno ributtati nella nuova discarica.


Tra i sacchi, una scatoletta di tonno, della plastica, bottiglie di vetro. Che andrebbero messi in un altro sacco, e riciclati. “La discarica è la morte - scuote la testa il presidente di Ecoambiente Luigi Paulon - quello che arriva qua ci costa 120 euro a tonnellata. Riciclando, invece, una tonnellata di carta renderebbe 50 euro; una di cartone 90; il vetro si vende a 49 euro a tonnellata; l’acciaio a 100; plastica e alluminio addirittura a 300. A non separare bene ci rimettiamo un sacco di soldi. Serve più sensibilità: l’obiettivo della differenziata al 65% è importante, ma non sufficiente”.


Di lavoro ne è già stato fatto tanto. “Quando ho iniziato a lavorare qui, nel 1996 - dice il responsabile dell’impianto, Enrico Villani - la provincia di Rovigo mandava in discarica 130mila tonnellate di rifiuti l’anno. Oggi sono 35mila: ricicliamo 100mila tonnellate in più”.

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