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Rimborsi gonfiati, stangata agli Istituti Polesani

Corte dei conti

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Mauro Mantovani

Dopo avere superato senza danni l'ostacolo del processo penale, con l'assoluzione per tutti gli imputati in relazione all'accusa di avere truffato il sistema sanitario con le modifiche alle schede dei pazienti (portandoli da media gravità ad alta), una nuova tegola si abbatte sugli Istituti Polesani di Ficarolo.



La Corte dei Conti del Veneto ha infatti emesso tre condanne (per un ammontare complessivo di un milione e 400 mila euro).



È il risarcimento inflitto alla società che gestisce gli Istituti e, limitatamente a una parte delle somme, all'ex ad, Mauro Mantovani (63mila euro) e al direttore dei Distretti socio-sanitari dell'allora Ulss 19, Giampaolo Pecere (237mila euro).



Nessun risarcimento, invece, sarà dovuto dall'ex direttore generale della stessa Ulss 19, Adriano Marcolongo.



E' il risultato dell'inchiesta della Guardia di Finanza che, nel 2015, portò alla luce alla luce la differenza tra i servizi forniti dagli Istituti Polesani e quanto ottenuto come rimborso dall'Ulss.



In particolare, le Fiamme Gialle puntarono il dito contro il numero sottodimensionato di operatori sociosanitari, infermieri e medici rispetto al servizio fornito (un argomento che poi tornò anche nell'inchiesta sugli abusi ai danni dei pazienti).



Il sostituto procuratore generale, Chiara Imposimato, aveva chiesto la condanna al risarcimento di oltre 4 milioni di euro.


La sentenza, che non è esecutiva, potrà essere impugnata alla Sezione centrale della Corte dei Conti.

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