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Istituti polesani: rimborsi gonfiati, si batte cassa

Ficarolo

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Gli Istituti Polesani di Ficarolo

22/08/2017 - 10:02

Dopo la condanna, ora arriva la richiesta di pagamento. La Corte dei conti del Veneto aveva condannato al risarcimento del danno la società che gestiva gli Istituti Polesani e, limitatamente a una parte delle somme, l’ex amministratore delegato, Mauro Mantovani, e il direttore dei Distretti socio-sanitari dell’allora Ulss 18, Giampaolo Pecere.



Dunque, dopo aver superato il processo penale con l’assoluzione per tutti gli imputati in relazione all’accusa di aver truffato il sistema sanitario con le modifiche alle schede dei pazienti - portandoli da media gravità ad alta - erano arrivati altri guai con riferimento agli Istituti Polesani di Ficarolo.



La Corte dei conti del Veneto aveva infatti emesso tre condanne, per un ammontare complessivo di circa un milione e 400mila euro. È il risarcimento, a favore dell’ex Ulss 18, inflitto alla società che gestiva gli Istituti e, limitatamente a una parte delle somme, all’ex amministratore delegato, Mauro Mantovani, che dovrà sborsare 63mila euro, e al direttore dei Distretti socio-sanitari dell'allora Ulss 18, Giampaolo Pecere, che dovrà pagare 237mila euro. Nessun risarcimento, invece, sarà dovuto dall’ex direttore generale della stessa Ulss 18, Adriano Marcolongo.



E’ il risultato dell’inchiesta della Guardia di finanza che, nel 2015, portò alla luce quella che secondo l’accusa era la differenza tra i servizi forniti dagli Istituti Polesani e quanto ottenuto come rimborso dall’Ulss. In particolare, le Fiamme gialle puntarono il dito contro il numero sottodimensionato di operatori sociosanitari, infermieri e medici rispetto al servizio fornito. Un argomento che poi tornò anche nell’inchiesta sugli abusi ai danni dei pazienti.



Per quanto riguarda l’esecuzione della sentenza e, quindi, il recupero di quanto dovuto, come si legge in una delibera del direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Fernando Antonio Compostella, è assegnato “un termine di 15 giorni dalla data della notifica per il versamento delle somme dovute”; in alternativa, per chi deve pagare il risarcimento, c’è la possibilità di “concordare una rateizzazione del pagamento di quanto dovuto a titolo di danno erariale”.



Ma la difesa ha già annunciato l’appello davanti alle sezioni unite di Roma: il che, di fatto, in base all’articolo 190 del codice di giustizia contabile, blocca l’esecutività della decisione della Corte dei conti.



Il servizio sulla Voce del 22 agosto

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