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Un tondino per sabotare la raccolta del mais

Castelguglielmo

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Qualcuno pianta un tondino di metallo per sabotare la raccolta del mais. Un dispetto che poteva costare molto caro al terzista che si accingeva a trebbiare un appezzamento di circa 38 ettari di mais per conto di un’azienda agricola che conduce un terreno nel comune di Castelguglielmo.



Qualcuno, probabilmente approfittando del buio della notte, ha pensato di piantare un tondino di ferro lungo circa un metro e mezzo, perfettamente dietro ad una pianta di granoturco distante poco meno di una decina dimetri dall’inizio del filare.



Quando il trebbiatore, a bordo di una grossa mietitrebbia John Deere dotata di una barra che raccoglie 10 file di piante contemporaneamente, è arrivato a ridosso del tondino in ferro, solo la fortuna e le nuove tecnologie hanno evitato grossi danni alla macchina operatrice.



“Fortunatamente la trebbia del terzista ha una sorta di frizione che, in caso di anomalia, scatta e fa girare a vuoto la trebbia - ci racconta il proprietario del campo di mais - se il pezzo di ferro fosse arrivato all’interno dell’apparato trebbiante, avrebbe potuto causare danni superiori ai 5-10mila euro”. A quanto pare, si tratta di dispetti non tanto di gelosia tra agricoltori, ma vere e proprie intimidazioni tra terzisti che vorrebbero l’esclusiva su lavorazioni in appezzamenti di terreno di grandi dimensioni.



Il servizio sulla Voce del 5 settembre

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