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Morsi e botte, marito a processo

Canaro

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All’inizio la lusingava con appassionate frasi d’amore, ma, una volta iniziata la convivenza era passato alle minacce e alle percosse. Adesso, però, il giovane di origine albanese sarà processato per maltrattamenti. Così ha deciso ieri mattina il gip del Tribunale di Rovigo Pietro Mondaini, che ha fissato la prima udienza del dibattimento a marzo del 2018.


La prima volta che il marito le aveva messo le mani addosso, la donna non era riuscita a reagire visto che il suo aggressore l’aveva afferrata per i capelli, impedendole di scappare. Una volta immobilizzata, l’aveva colpita con calci e schiaffi, arrivando addirittura a morderla vicino a un occhio, procurandole un ematoma. Sei mesi dopo, il giovane aveva rincarato la dose e, all'epoca, la ragazza era incinta, ma la furia del marito non trovava pace neppure sapendo che si stava accanendo sulla madre del suo futuro figlio.


La nascita del bambino, a gennaio del 2015, del resto, non aveva migliorato le cose tra i genitori, anzi. Il padre, secondo la ricostruzione dei fatti fornita dalla pubblica accusa, lo avrebbe strattonato con violenza arrivando addirittura a lanciarlo in aria, salvo poi afferrarlo prima che potesse cadere. Spinta dal timore che le minacce potessero trasformarsi in azioni concrete, la donna era scappata di casa e aveva denunciato il compagno, costituendosi parte civile nella causa per maltrattamenti, difesa dall’avvocato Anna Osti del foro di Rovigo.



Il servizio sulla "Voce" di mercoledì 11 ottobre.

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