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Terrore in classe, chiesti due anni

Bagnolo di Po

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Urla, offese e ceffoni: sembra un regno del terrore quello instaurato in classe da una maestra che lavorava a Bagnolo di Po.



Invece, secondo la pubblica accusa, tutto questo sarebbe stato la normalità per gli alunni dell’insegnante con alle spalle più di vent’anni di esperienza.

Oggi in Tribunale a Rovigo si è discusso dei presunti maltrattamenti che la donna avrebbe messo in atto nel 2012, quando i suoi metodi poco ortodossi erano emersi da un’indagine condotta dalla questura di Rovigo e coordinata dal pm Sabrina Duò, che ha chiesto la condanna a due anni di carcere per la maestra.



In un caso, avendo perso la pazienza, la maestra avrebbe rovesciato il banco di una bambina, affermando: “Quando è troppo, è troppo!”.

In un altro, invece, avrebbe tirato uno schiaffo talmente forte a un’alunna della terza elementare da lasciarle l’impronta della mano stampata sulla guancia.



L’episodio era rimasto impresso a tutti i suoi compagni, alcuni dei quali avevano raccontato ai genitori le vessazioni subite in classe, implorando però le famiglie di tenere la bocca chiusa, altrimenti la maestra si sarebbe vendicata.



Invece la storia era venuta a galla, eccome, facendo finire la donna agli arresti domiciliari. Una notizia che un suo alunno aveva accolto con sollievo, esclamando: “Finalmente non farà più del male ai bambini”.



Secondo l’accusa, le versioni dei fatti fornite dai piccoli testimoni sarebbero non solo attendibili ma anche estremamente coerenti, a prova del fatto che la maestra esercitasse una forma di maltrattamento nei confronti dei suoi alunni.



La difesa, invece, affidata all’avvocato Francesca Claudi del foro di Rovigo, ha cercato di ridimensionare la portata delle condotte incriminate, affermando che la maestra avrebbe usato le maniere forti in una sola occasione.



Sarebbe stato poi il passaparola tra gli alunni prima e tra bambini e genitori poi a ingigantire la cosa tanto da far sospettare che la scuola elementare di Bagnolo di Po fosse teatro di maltrattamenti. Una vicenda controversa, su cui il giudice Silvia Varotto si pronuncerà nel corso della prossima udienza, quando dovrebbe arrivare il verdetto.



Il servizio completo domani 29 novembre sulla Voce di Rovigo

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