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Incendio all'ex Litus, scontro tra bande per il controllo del Po

Castelmassa

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L'ex Litus mezzo distrutto

Il vecchio ristorante Litus, il locale galleggiante sulle acque del Po, che è stato riconvertito a struttura da adibire alla pesca sportiva, è stato dato alle fiamme la notte tra il 25 e il 26 dicembre ([url"Leggi il precedente"]http://www.polesine24.it/Detail_News_Display/MedioAltoPolesine/l-incendio-dell-ex-ristorante-potrebbe-essere-un-attentato-[/url]). E sull'episodio c'è l'ombra di uno scontro per la pesca lungo le rive del Po.



A dare l’allarme sono stati tre amici, che si erano dati appuntamento in un bar di Castelmassa per scambiarsi gli auguri. “Abbiamo sentito un tonfo - racconta uno di loro - e subito dopo il rumore di un motoscafo che si allontanava lungo il fiume. Non lo abbiamo visto, segno che aveva i fari spenti. Dopo qualche secondo abbiamo sentito dei piccoli scoppi di mortaretti. Lì per lì abbiamo pensato che qualcuno stesse sparando dei fuochi d’artificio, così ci siamo avvicinati. Ma all’improvviso sono divampate le fiamme”.



L’ex ristorante, era stato riconvertito in Wallercamp, un circolo di pesca sportiva chiamato “Il campo del siluro”. Il gestore austriaco Roland Ebner, che era tornato nel suo paese d’origine per le feste, aveva rilevato il ristorante circa un anno fa e stava terminando i lavori di risistemazione del locale, che probabilmente avrebbe dovuto trasformarsi a breve in un affitta camere accanto al molo con le barche, così come ce ne sono diversi lungo il Po.



Le forze dell’ordine stanno indagando sulle cause dell’incendio che sembra proprio essere doloso e, se in un primo momento i sospetti sono stati indirizzati sui numerosi bracconieri, c’è chi sostiene possa invece trattarsi di “concorrenza” per la gestione di un business milionario. "Sono almeno 15 anni che stiamo vivendo una silenziosa colonizzazione lungo il Po - spiega un pescatore - è molto probabile che si tratti di un ‘avvertimento’ di qualche ‘leader camp’ ([i]così vengono chiamati i capi di queste associazioni dagli stessi pescatori ndr[/i]) che non vuole concorrenza in zona. Non è il primo caso che accade nella zona, pochi mesi fa sono state bruciate delle macchine dalle parti di Felonica e ci sono anche stati degli spari nella notte, verso pescatori ungheresi. Sarebbe il caso che chi di dovere effettuasse controlli e verifiche prima che ci scappi il morto”.



Il servizio in edicola nella Voce di giovedì 28 dicembre

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