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Occhiobello

Quella fabbrica sembra un lager: chiuso laboratorio cinese

Blitz della Finanza in un laboratorio tessile gestito da una cinese: tutti i lavoratori erano in nero; non c'erano uscite di sicurezza; le finestre erano oscurate e non mancava il materiale tossico.

Quella fabbrica sembra un lager: chiuso laboratorio cinese

A seguito di una serie di controlli, la Guardia di Finanza di Rovigo, tenenza di Occhiobello, ha sequestrato un immobile ad una cittadina cinese.


Nel corso delle verifiche a suo carico, i militari delle Fiamme Gialle hanno infatti rilevato una lunga serie di reati. Nel laboratorio sono stati trovati otto lavoratori, tutti cinesi, in nero, due dei quali clandestini. Sono state inoltre rilevate violazioni in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro; abusi edilizi e numerosi reati di tipo ambientale.


Nell’ambito dell’operazione, denominata “China Express" i militari hanno effettuato dunque una serie di controlli nell'impresa di confezioni per l'abbigliamento intestata alla donna.


E già all'arrivo sono iniziate le... sorprese. All'interno della fabbrica stavano infatti lavorando otto cinesi “in nero”, uno dei quali clandestino. E sempre all'interno dell'edificio è stato identificato un altro clandestino.


A quel punto, per i controlli di competenza sono stati attivati la Direzione Territoriale del Lavoro di Rovigo, i Vigili del Fuoco, lo Spisal e la polizia locale. E sono saltate fuori tutta una serie di ulteriori contestazioni: gravi carenze nella sicurezza dei lavoratori, nelle autorizzazioni amministrative edilizie e nel rispetto degli obblighi di igiene.


In particolare, i locali sono risultati privi di qualsiasi autorizzazione urbanistica; l'impianto elettrico è risultato completamente fuori norma, ed è stata rilevata l’assenza delle uscite di sicurezza, con l'unica porta utilizzabile bloccata con chiavistello chiuso dall’interno.

E ancora: i locali sono risultati privi di impianto di aerazione e riscaldati con una caldaia a pellet installata abusivamente e a contatto con scarti di lavorazione altamente infiammabili.


Nei locali, tra l'altro privi di qualsiasi dotazione antincendio, sono stati rinvenuti due fusti di materiale tossico.


Vista la presenza del 100% dei lavoratori in nero, le Fiamme gialle hanno disposto la cessazione immediata dell’attività. Ai due cittadini cinesi clandestini, sottoposti a fermo per identificazione, è stato notificato il decreto di esplusione.

Da segnalare che l'attività è da ricondurre allo stesso soggetto nei confronti al quale, già nel 2016, era stato sequestrato un capannone industriale in via delle Scienze a Occhiobello.

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