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Tragedia

“Sono straziata dal troppo dolore”

La moglie di Cristian Miron, l’operaio rimasto schiacciato da una pala, è incinta al sesto mese

“Sono straziata dal troppo dolore”

E’ straziata dal dolore, incredula e senza parole Loredana Alexandra Miron, la moglie di Cristian Dumitru Miron, rimasto schiacciato da una pala mentre era a lavoro a Minerbe, nel veronese. L’uomo, 37 anni, è stato travolto da una pala semovente che stava facendo manovra nel piazzale del mangimificio dove stava operando. Di origine romena, ma da tanti anni residente a San Martino di Venezze, l’uomo è morto sul colpo, lasciando la moglie in attesa del loro primo figlio, al sesto mese di gravidanza. “Non so cosa dire se non che io e mio figlio lo ameremo per sempre - ci racconta Alexandra -. Lo amiamo tantissimo, rimarrà per sempre con noi e parlerò ogni giorno di lui a nostro figlio. Questo bambino, che mio marito non potrà mai vedere, era stato tanto desiderato. Provo un dolore indescrivibile, lacerante”.

Erano circa le 16 di giovedì quando il 37enne, dipendente di una ditta esterna al mangimificio, con sede a Ponso (Padova), si stava recando nel deposito delle attrezzature percorrendo una strada usata anche dai mezzi che lavorano la materia prima. Proprio in quel momento è sopraggiunta una pala semovente vuota. Per ragioni al vaglio degli inquirenti, la pala ha schiacciato l’operaio. La dinamica dell’infortunio però, è ancora al vaglio dei carabinieri, intervenuti immeddiatamente sul posto con i vigili del fuoco e i tecnici dello Spisal. Nonostante i soccorsi immediati e l’atterraggio alla Zanon dell’elicottero di Verona Emergenza, per Dumitru non c’è stato nulla da fare.L’uomo, arrivato in mattinata, aveva praticamente completato l’intervento di manutenzione.

Era un bravo ragazzo, un lavoratore diligente e scrupoloso, che non meritava questa morte assurda. Alla sua famiglia va tutto il nostro cordoglio”, ha dichiarato Claudio Zanon, il titolare dell’azienda scaligera in cui era andato a fare un intervento. Sotto choc per la sua morte non solo la moglie e la famiglia, ma quanti lo conoscevano.

Undici anni fa arrivò in Italia e da cinque era sposato con la sua Alexandra. Insieme vivevano a San Martino dove avevano comprato anche una casa, e dove probabilmente la donna rimarrà: “Credo che resterò qui per crescere il nostro adorato figlio. Avevamo tutto in questo posto, eravamo felici - racconta con la voce rotta dal pianto -. Ora sono con la mia famiglia, e ancora non posso credere che nonlo rivedrò più. E’ una tragedia infinita”.

I funerali di svolgeranno martedì a San Martino: alle 10.15 partirà un corteo funebre che arriverà fino alla chiesa centrale, dove sarà celebrato il rito funebre: “Dobbiamo aspettare che tutti i suoi familiari arrivino in Italia - conclude la moglie -. Poi potremmo salutarlo , ma rimarrà per sempre nei nostri cuori. Era un uomo speciale, in tutto”.

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