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Costa di Rovigo

Vilipendio di tombe e stalking: nei guai mamma e figlia

Una vicenda familiare complessa, partita da una richiesta di denaro

Sono stati individuati a Costa di Rovigo le responsabili di numerosi imbrattamenti e vilipendio di tombe a carico di alcuni familiari, senza considerare dispetti e dissidi sfociati in atti persecutori.

Un’operazione possibile grazie a una lunga indagine dei carabinieri della locale stazione e dei militari di Rovigo, iniziata a febbraio e terminata a settembre, a seguito della quale il GIP ha emesso ordinanza di custodia cautelare di divieto di comunicazione e avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa.

Nei guai mamma e figlia, M.B. dell’81 e S.M. del 59, denunciate per atti persecutori e vilipendio di tombe ai danni di una coppia di coniugi: B.V. di 66 anni e la moglie D.M., di 62 anni.

Tutto è partito da una richiesta di denaro a carico delle vittime, che pretendevano il giusto compenso per il trattamento di fine di lavoro. Da qui sono iniziati una lunga serie di atti persecutori: 250 telefonate al giorno, pedinamenti, cartelli diffamatori con foto delle vittime in paese, sottoscrizioni di contratti di telefonie a nome dei coniugi ignari di tutto, senza contare il controllo attraverso telecamere e l’imbrattamento di tombe dei familiari delle vittime.

Scattata così la perquisizione. A casa delle due sono state trovate bombolette spray, documenti rubati a terzi, un cannocchiale e tanto altro. Un vicenda complessa, tutta familiare: le vittime e le due stalker, infatti, sono legate da un grado di parentela di primo grado.

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