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Lavoro

I sindaci accanto ai licenziati di Mercatone Uno

Alcuni senza più un impiego dopo 30 anni di lavoro. Il sindaco Occhiobello: "Temiamo l'effetto domino". Il segretario della Cisl ai giovani: "Cercate altrove"

I dipendenti del Mercatone Uno chiamano e le istituzioni del territorio rispondono. Al presidio di oggi pomeriggio 9 giugno i lavoratori dell’azienda fallita si sono ritrovati a fianco i sindaci e le autorità del territorio intervenute. I dipendenti si sono ritrovati da un giorno con l’altro senza lavoro, avvisati con un sms, o tramite i social, dopo che lo scorso 23 maggio il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato il fallimento di Shernon Holding srl, la società che nell’agosto 2018 aveva acquistato Mercatone Uno.


C’erano i sindaci di Occhiobello, Sondra Coizzi, e di Ficarolo, Fabiano Pigaiani, ma con la fascia tricolore c’erano anche il neo sindaco di Gaiba Nicola Zanca, Sauro Buoso di Fiesso Umbertiano, Erminio Colò di Guarda Veneta, Enrico Ferrarese, di Stienta, Brenzan di Badia Polesine, Aggio per Villadose, Nicola Garbellini di Canaro e Simone Ghirotto di Pontecchio, l’assessore Cristiano Corazzari e l’ex deputato Diego Crivellari.


Hanno portato la loro solidarietà a chi ha perso tutto, anche la dignità. Come Luigi e Loredana, marito e moglie che lavoravano assieme dal 1986, solo tre anni dopo l’apertura del magazzino che è stato inaugurato il 1 maggio del 1983. “Certo per noi la situazione è peggiore che per altri – racconta Luigi, ex caporeparto settore mobili – Non posso non dire che io al Mercatone devo tutto – dice con la voce rotta dall’emozione - mi ha dato la possibilità di fare una famiglia e fino ad oggi la mia vita era qui”.

Maurizia Rizzo esponente regionale di Cisl ha illustrato in maniera precisa la situazione arrivando addirittura a consigliare ai lavoratori più giovani di pensare al ricollocamento in altri posti di lavoro e promettendo a quelli meno giovani di impegnarsi per creare le condizioni per una loro uscita decorosa.
Coizzi ha spiegato come la crisi di Mercatone Uno non sia solo un problema dei lavoratori: “Se non si riparte diventa un guaio per tutto il territorio. Si andrebbe ad innescare una pericolosa situazione domino che rischierebbe di ripercuotersi ancora per molti anni”.

“Dobbiamo rimanere uniti per cercare di darvi la forza necessaria per andare avanti – ha affermato Enrico Ferrarese, di Stienta – Faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per darvi una mano. Non vogliamo degli aiutini, ma chiediamo delle opportunità e la Zes è una di quelle”. Anche l’assessore Cristiano Corazzari è intervenuto in chiusura per portare la vicinanza dell’intera Regione Veneto, facendo sapere come sia la Regione che il Governo centrale attraverso il Ministero del Lavoro siano al corrente e si stiano interessando ad una vicenda che non trova precedenti analoghi.

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