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OCCHIOBELLO

Tarda la riapertura, dipendenti dell'Outlet preoccupati

Ma il sindaco rassicura: "Mi hanno chiesto quali indicazioni devono seguire per la sicurezza anti covid. Mi sembra un segnale positivo"

Tarda la riapertura, dipendenti dell'Outlet preoccupati

Tarda la riapertura dei negozi all’interno dell’Outlet di Occhiobello, e molti sono i dipendenti delle varie attività, ad essere preoccupati. “In giro hanno riaperto praticamente tutti i negozi, mentre noi è dall’11 marzo che non abbiamo più notizie - racconta il dipendente di uno dei 6 negozi rimasti a tenere alta la bandiera (canadese) dell’Outlet - Abbiamo provato più volte a chiedere ma al momento non abbiamo ricevuto nessuna informazione e questo non ci fa certo pensare bene”.

Dello stesso avviso è un ragazzo che lavora in un altro negozio: “Siamo a mercoledì, e al momento non abbiamo nessuna notizia di un prossima riapertura - afferma senza nascondere una certa preoccupazione - Non vorremmo che venisse colta l’occasione del coronavirus per non farci più riaprire”.

L’Outlet di Occhiobello, ha cambiato proprietà a luglio dello scorso anno, quando è stato perfezionato l’accordo di compravendita con la società Dawn Asset Global Limited Ltd, affidandone la titolarità al canadese Stephan Jedynak. Molti i progetti e i proclami da parte della nuova azienda che, purtroppo, ad oggi sono rimasti sulla carta in attesa di poter prendere forma non solo nella fantasia di chi ha avuto modo di venirne a conoscenza.

A rassicurare sulla vicenda, ci pensa il sindaco Sondra Coizzi che, raggiunta telefonicamente, ha raccontato gli ultimi sviluppi della vicenda. “La scorsa settimana la società ha scritto al Comune per avere notizie su quelle che sarebbero state le prescrizioni da rispettare per poter riaprire i negozi presenti all’interno della struttura - dice il primo cittadino - Questo fatto lo leggo come un indicatore positivo per una possibile e prossima riapertura. L’ufficio ha prontamente risposto alla direzione dell’Outlet, indicando le disposizioni previste dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri e dall’ordinanza del presidente della Regione Veneto. Nel frattempo, mi sono confrontata con l’amministratore delegato Gianluca Galli, che mi spiegava come vi fossero delle difficoltà nel riorganizzare la riapertura, proprio per come sono strutturati i negozi interni - continua il sindaco -. Ad esempio non hanno le due porte per poter predisporre due percorsi separati di entrata e di uscita (cosa però comune a molti altri negozi in Italia, ndr), ma il fatto che si siano informati e abbiano chiesto lumi sulle prescrizioni mi fa pensare positivo”.

Tra le varie disavventure, gli intoppi e le sfortune che si sono abbattute sull’imponente struttura commerciale costruita ad un passo dal grande fiume, si è aggiunto anche il famigerato virus Covid-19 che ha fermato ancora una volta la ripartenza - anche se forse sarebbe corretto chiamarla partenza - di un Outlet che sin dalla sua apertura sembrava non fosse stato partorito sotto le migliori stelle.

“Hanno progetti importanti per la struttura - conclude il sindaco Coizzi - Purtroppo però, prima di poter liberare le risorse che gli investitori avrebbero messo a disposizione, vi sono alcune situazioni precedenti irrisolte con la vecchia società, che devono essere assolutamente sistemate, e solo allora potranno rilanciare finalmente questa struttura”. Non resta che attendere qualche giorno sperando che, con mascherina e guanti, possa finalmente iniziare ad animarsi quella che in molti ormai considerano una delle più grandi cattedrali nel deserto sorte a pochi metri dalla sabbia del Po.

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