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IL PROGETTO

San Bellino, unico comune polesano nel progetto europeo per salvaguardare gli insetti impollinatori

La soddisfazione del sindaco Aldo D'Achille

Il sindaco ha vietato il 5G in paese

Insieme al progetto “Ridiamo il Sorriso alla Pianura Padana”, che prevede la distribuzione gratuita di alberi e piante, Aldo D’Achille mette in piedi un altro importante progetto correlato, a tutela degli insetti impollinatori. Il Comune di San Bellino è l’unico territorio polesano nel Progetto LIFE PollinAction finanziato con 3 milioni di euro dalla Comunità Europea.

“L’obiettivo del progetto è incrementare la biodiversità e aumentare l'eterogeneità del paesaggio attraverso una rete ecologica utile a mitigare gli effetti della crisi degli impollinatori. Tra le varie interazioni biotiche, l'impollinazione mediata dagli insetti è sempre più minacciata dando origine al fenomeno della crisi dell'impollinazione”, spiega D’Achille, candidato al Consiglio Regionale Veneto con Il Veneto che Vogliamo e che fa anche parte del corpo docente all’Istituto Agrario di Rovigo.

“Il lavoro degli impollinatori è fondamentale per la tutela dell’ambiente e dell’economia del Polesine incentrata soprattutto sul primario, l’agricoltura. Lavorare per la tutela ambientale significa dare prosperità alla nostra Provincia. La partecipazione a questo importante progetto dimostra che le opportunità non vanno solo colte, vanno cercate, create. Dal 2014 sono sindaco del Comune di San Bellino: qui ho creato progetti che possono essere replicati su scala maggiore, per questo voglio rappresentare il Polesine in Consiglio Regionale".

La modifica del paesaggio e la frammentazione dell'habitat da parte dell’uomo stanno influenzando negativamente gli organismi viventi. La perdita di biodiversità altera i processi degli ecosistemi, ne compromette il funzionamento e influisce sui servizi ecologici che forniscono all'uomo. In parole molto semplici, senza impollinatori (come le api) l’agricoltura è destinata ad un tracollo poiché la corretta proliferazione dei frutti dipende strettamente dall’azione degli insetti impollinatori.

Il progetto LIFE “PollinAction”, acronimo che sintetizza il senso dell’iniziativa, predisposto e presentato lo scorso autunno, è stato premiato dalla Commissione Europea, andando ad aggiungersi alla lunga serie di finanziamenti europei per il miglioramento dell’ambiente e della biodiversità “portati a casa” dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino.

Il progetto vede la leadership dell’Università di Venezia Cà Foscari, dipartimento di Scienze ambientali. Con un budget di oltre 3 milioni di Euro, il progetto intende affrontare con una serie di azioni sinergiche il tema cruciale del declino degli impollinatori, fenomeno che sta assumendo caratteri drammatici nel territorio europeo, con pesanti conseguenze per l’agricoltura stessa e più in generale per gli equilibri ambientali dai quali dipendono, tra l’altro, la nostra alimentazione e la nostra stessa salute.

La scienza ha individuato da tempo le maggiori cause di tale declino, ascrivibili in generale all’agricoltura intensiva: in particolare la diminuzione degli habitat fioriti, come siepi campestri, margini incolti dei campi e soprattutto prati da fieno ricchi di piante a fiore. Il progetto si prefigge perciò di attuare una serie di azioni combinate che includono interventi diretti sul territorio per l’incremento delle fioriture campestri, quali ad esempio la conversione di seminativi in prati fioriti (205.000 mq tra Veneto e Friuli), il miglioramento di praterie esistenti (2.610.000 mq tra Veneto e Friuli), la realizzazione di corridoi ecologici su 30 km di arterie viarie, di 3,5 km di siepi campestri e molto altro. Ecco i numeri del progetto: saranno messi a dimora 385mila piantine in totale, tra erbe ed arbusti, e 150 kg di sementi di fiori selvatici. Ma Veneto Agricoltura è coinvolta nel progetto anche con il proprio Istituto per la Qualità e le Tecnologie agroalimentari di Thiene: sono infatti previste numerose azioni che intendono valorizzare la qualità dei prodotti agroalimentari ottenuti in modo “pollinator friendly”, oltre ad azioni legate al mercato e di sensibilizzazione e informazione.

La partnership, vasta ed articolata, oltre a Veneto Agricoltura e Università, comprende Regione Veneto/Direzione Agroambiente, Regione Autonoma Friuli -Venezia Giulia, Concessioni Autostradali Venete - CAV S.p.A, gruppo EcorNaturaSì S.p.A.. ALBATROS S.r.l., comune di Caldogno (VI), SELC soc. coop.. Inoltre, il progetto, che ha respiro sovranazionale, comprende un partner spagnolo che condurrà azioni analoghe, il Centro de Investigación y Tecnología Agroalimentaria dell’Aragona.

Porranno terreni a disposizione del progetto inoltre numerosi sostenitori esterni: i Comuni di Carceri (PD), San Bellino (RO), Cartigliano (VI), Mirano (VE), Chiopris-Viscone (UD), Palmanova (UD), Montereale Valcellina (PN), Villesse (GO); l’Associazione tegliese Prati delle Pars Teglio v.to (VE); l’associazione Apicola Provincial de Jovenes Agricoltores de Teruel (E) e, in Friuli, la Riserva di caccia di Spilimbergo (PN).

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