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CRESPINO

Ritrovato nei campi il vecchio caccia tedesco

La ricerche degli storici di “Aerei perduti”, basate sulle testimonianze, fanno il miracolo a Selva

Ritrovato nei campi il vecchio caccia tedesco

Era il 2014 quando gli storici di Aerei Perduti hanno iniziato le ricerche degli aerei precipitati durante la Seconda Guerra Mondiale in Polesine. Fu grazie ad alcuni abitanti del Polesine, Ivo Ferrari ed Ivo Caprili, che iniziò la raccolta sistematica di testimonianze sempre più avvincenti e talvolta misteriose che li avrebbe condotti a Selva di Crespino, dove molti testimoni ricordavano un caccia tedesco precipitato dietro la chiesa del piccolo borgo. Un evento che non venne dimenticato nel tempo, ma rimasto motivo di conversazione ancora oggi, tra gli anziani dei paesi anche limitrofi.

Così ricordava l’evento Giuseppe Fiori, che in casa conservò gelosamente la maniglia di apertura del paracadute utilizzato dal pilota che atterrò vicinissimo alla sua abitazione: “Ero a casa, era tarda mattina o primo pomeriggio. C’erano nuvole e si sentiva da sopra il rombo di aerei. Era un combattimento aereo. Ad un certo punto vedo un caccia che sbuca dalle nubi e inizia a scendere. L’aereo si è girato perché il pilota potesse lanciarsi. Ad un certo punto ha cominciato a picchiare verso Selva. Ho visto il fumo. L’aereo è sprofondato nel terreno per 7-8 metri. Era un Messerschmitt.

Il pilota parlava tedesco, era ferito e cosparso di benzina. Ai carabinieri ho raccontato quello che avevo visto”. A Crespino, dove abitava, Ivo Ferrari con queste parole ci descrisse il combattimento aereo: “Un aereo tedesco venne colpito e il pilota si lanciò. Il pilota atterrò di fianco a casa mia, in via Arginelli 1. Nel lancio aveva perso gli stivali che caddero non distanti. Il pilota, rimasto impigliato in un albero, fu soccorso da mio fratello, ripeteva ‘Kaputt Kaputt’, quindi ritengo che fosse tedesco. Il pilota non sapeva dove fosse caduto (temeva i partigiani)”.

Unica certezza, confermata dagli abitanti locali, era quella che parte dell’aereo era penetrato nel terreno, dell’azienda conosciuta come “La Colombara”, e nello schianto si era creato un grande cratere. Grazie alla straordinaria disponibilità del proprietario del campo Tiziano Chiarion e del figlio Filippo – consigliere del Comune di Crespino - alla collaborazione della Soprintendenza del Veneto, alla disponibilità dell’escavatorista Lubian detto “Beppino” e all’archeologo Davide Mengoli, finalmente sabato l’associazione Aerei Perduti ha potuto procedere al recupero del Messerschmitt Bf109.

L’operazione, molto complessa, è stata possibile anche grazie dall’esperienza sul campo dello storico e ricercatore Enzo Lanconelli, ad Alessandro Romanini, responsabile sicurezza scavi e dalle perizie eseguite da Roberto Brocadello. Lo scavo è stato presenziato dai carabinieri e dal vicesindaco del Comune di Crespino, Bruno Malaspina.

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