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VILLADOSE

“Serve un no chiaro contro l’orrore”

Scatta in paese la mobilitazione per la detenzione per un anno dello studente Patrick Zaki

“Serve un no chiaro contro l’orrore”

La vicinanza allo studente egiziano Patrick Zaki, studente all’Università di Bologna e imprigionato nel suo paese da un anno esatto, è stata espressa a Villadose ieri dal gruppo consiliare di minoranza guidato da Lucia Pozzato. Alle 10 del mattino altre persone si sono unite per protestare contro l’ingiusta detenzione dello studente ventinovenne e, al contempo, è stato ricordato il tragico omicidio, sempre in terra d’Egitto, di Giulio Regeni, avvenuto il 25 gennaio del 2016 senza che ancora si sia fatta piena luce sui reali accadimenti.

Fabriano Ferlin, candidato alle ultime elezioni per la lista Lucia Pozzato sindaco, ha spiegato il motivo della manifestazione a Villadose e l’esposizione temporanea dello striscione.

“In questi giorni - ha detto - c’è stata la ricorrenza dei cinque anni dell’uccisione barbara di Regeni e oggi la ricorrenza della carcerazione in Egitto di Patrick Zaki. Noi cittadini abbiamo voluto mobilitarci in quanto riscontriamo l’assoluta mancanza dell’amministrazione, perché se da una parte appoggiamo quelle che sono le iniziative dei genitori nei confronti dello Stato in funzione dell’ultima presa di posizione che hanno fatto nel dichiarare la vendita di armi allo Stato egiziano, noi cittadini di Villadose vogliamo denunciare l’immobilismo dell’amministrazione comunale, lo striscione che chiede verità per Regeni è completamente oscurato alla vista (è appeso all’edificio nella piazza del comune che ospita la Sala Europa ndr). Riteniamo che ciò sia grave perché riteniamo che libertà, la giustizia e la circolazione delle idee siano patrimonio di tutti. Noi abbiamo fatto diverse richieste affinché lo striscione sia posto in una posizione visibile per sensibilizzare i cittadini su questo problema”.

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