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VILLAMARZANA

“Omaggio a chi si è sacrificato”

Così il prefetto il prefetto Maddalena De Luca alle sentite celebrazioni per il 25 Aprile

“Omaggio a chi si è sacrificato”

Una cerimonia in forma ridotta ma assolutamente sentita, quella organizzata a Villamarzana, nella mattinata di ieri, per il 25 aprile, in occasione del 76° anniversario della Liberazione in uno dei luoghi più significativi dell’intera provincia. Alle 10.30, le numerose autorità presenti si sono ritrovate davanti al Museo dei 43 Martiri dove, dopo l’alzabandiera sulle note dell’Inno di Mameli, il sindaco Claudio Vittorino Gabrielli ha portato il suo saluto alle autorità e alle associazioni presenti. Subito dopo ha preso la parola il prefetto di Rovigo Maddalena De Luca, che ha voluto ricordare, in questo particolare momento, l’importanza di un impegno comune nella lotta alla diffusione di questo maledetto virus. “Ci ritroviamo per un momento solenne ed è con onore e con orgoglio che portiamo un omaggio e un ricordo a chi ha sacrificato la propria vita per il nostro paese - ha esordito il prefetto che ha poi ricordato le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella - Mai come in questo momento serve unità per affrontare le difficoltà con maggior valore. Dobbiamo essere uniti e combattere assieme questa pandemia e lo facciamo anche oggi che ci troviamo per un momento di unità, di festa e di rinascita”.

A deporre la corona sono stati chiamati lo stesso prefetto assieme al presidente della provincia Ivan Dall’Ara, che si sono poi fermati davanti al monumento per un momento di raccoglimento. Terminata la manifestazione ufficiale, il gruppo dei presenti, sempre nel massimo rispetto delle prescrizioni dettate dalla lotta al contagio e alla diffusione del Covid 19, si sono spostati davanti all’entrata della casetta del barbiere dove vennero trasferiti e rinchiusi, in attesa dell’esecuzione avvenuta per fucilazione a gruppi di sei persone, i 42 prigionieri condannati a morte nella mattinata del 15 ottobre. Dopo il taglio del nastro da parte delle autorità, a conclusione dei lavori di restauro della casetta del barbiere, sempre mantenendo le distanze, a piccolissimi gruppetti sono entrati in visita alla casetta. Oggi la casa del barbiere, scelta dai nazisti perché in centro al paese dove tutti avrebbero potuto assistere all’eccidio, è diventata punto di riferimento e simbolo dell’eccidio. Oltre al sindaco Gabrielli, al prefetto De Luca e al presidente della provincia Dall’Ara, erano presenti anche l’assessore regionale Cristiano Corazzari, le consigliere regionali Simone Bisaglia e Laura Cestari, una rappresentanza dell’Anpi e molte altre autorità civili, religiose e militari.

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