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VILLAMARZANA

La gioia del sindaco rieletto: “Macroarea, ora ci siamo”

Claudio Gabrielli: "Ho una squadra meravigliosa, fatta di ragazzi giovani con tanta voglia di lavorare e tanta buona volontà"

La gioia del sindaco rieletto: “Macroarea, ora ci siamo”

09/10/2021 - 13:49

 I fuochi d’artificio, lunedì sera, hanno illuminato il cielo di Villamarzana. Un modo per festeggiare la rielezione di Claudio Gabrielli. “Una sorpresa dei miei fratelli, io non ne sapevo niente. E poi, i fuochi neanche mi piacciono: ho due cani, due Schnauzer giganti, si spaventano”.

Sindaco, ha sfiorato il 70%. E’ felice?

“Moltissimo: ci tenevo a vincere perché sento che finalmente qualcosa sta cambiando, e in questi cinque anni rivoluzioneremo il paese e lo porteremo dove abbiamo programmato. Ho una squadra meravigliosa, fatta di ragazzi giovani con tanta voglia di lavorare e tanta buona volontà. Tutti quanti mettiamo al primo posto il bene di Villamarzana”.

Quali sono i progetti a cui lavorerete in questi 5 anni?

“Parto dal lavoro: un’azienda importante si sta ampliando, e creerà nuovi posti. Per quanto riguarda le opere pubbliche, abbiamo appena ultimato la ciclabile di via San Pietro Martire e stiamo finendo la casetta del guardiano alla Canottieri, dove poi sorgerà un grande parco. E poi stiamo lavorando per spostare la sala consiliare nell’ex canonica, ora comunale e restaurata: il primo consiglio comunale, probabilmente venerdì 22, lo faremo già lì: l’opera è finita ma non ci sembrava corretto inaugurarla in campagna elettorale”.

La riqualificazione dell’ex canonica è da sempre un suo punto d’orgoglio.

“E’ venuta benissimo. Sarà la casa anche delle associazioni di volontariato. Abbiamo finito il primo piano, ora ci restano secondo piano e mansarda: ci troveranno spazio la biblioteca e una bella sala riunioni. Sarà un gioiello”.

Il vero fronte aperto però è quello della macroarea logistica, al confine con Arquà. Ma Ikea arriverà?

“Noi siamo tranquilli. La volontà c’è e i soldi anche: entro la primavera i lavori saranno finiti, compresa l’asfaltatura completa. Noi faremo tutto il possibile, poi Ikea deciderà se vorrà confermare l’investimento o meno: in caso contrario, dividerà quel grande lotto, venendolo al prezzo di costo (16 milioni di euro, ndr) anche se oggi potrebbe valere un paio di milioni in più. Gli acquirenti? C’è già la fila, non le dico…”.

Qualcuno si è già fatto avanti?

“Sì. Per quell’area vogliamo però uno tipo di sviluppo che sia salubre. Non sono disposto a vendere il mio paese”.

E con Arquà? E’ finita la guerra?

“Il rapporto resta freddo, ma almeno è civile. Con il sindaco Turolla non ho più litigato, anzi mesi fa è anche venuta a trovarmi in ufficio…”.

Capitolo sicurezza: durante il suo mandato ha rotto il patto con Polesella per la gestione dei vigili urbani. Ora come ve la cavate?

“Abbiamo la nostra vigilessa. Per il futuro cercheremo di fare un nuovo accordo con alcuni paesi limitrofi”.

Già prima del voto aveva annunciato la conferma dei due assessori uscenti, Menon (vice) e Chiaccherella. Ne è ancora sicuro?

“Certamente”.

In due, però, hanno preso soltanto 25 voti: 20 Menon, e 5 Chiacchierella. Un po’ pochino per due assessori uscenti, non crede?

“Noi siamo fatto così: non siamo mai stati abituati ad andare in cerca di preferenze. Daniele (Menon, ndr) ha un po’ capito come funziona e si è mosso di più”.

A dicembre sarà chiamato ad eleggere il nuovo presidente della Provincia. Come si schiera?

“Onestamente, non ho ancora deciso chi votare. Vedremo i candidati”.

Ma come, un uomo di sinistra come lei?

“Io sono uscito dal Pd. Il mio cuore batte a sinistra ma ho dovuto prendere atto, con amarezza, che ci siamo ‘giocati’ quelli bravi: faccio solo il nome di Fausto Merchiori. Vedremo”.

In questa tornata elettorale, lei è stato, con l’esordiente Elisa Sette, l’unico candidato di centrosinistra a vincere le elezioni. La Provincia non le interessa?

“La politica mi appassiona, ma non credo di avere la statura culturale per un ruolo del genere. E poi, ho tanto da fare a Villamarzana”.

Enrico Ferrarese come le sembra?

“Per carità, è della Lega ma mi sembra un buon candidato”.

La sua eterna sfida con Fausto Previato appartiene ormai all’epica del paese.

“Sì ma ora basta: entrambi, anche per motivi anagrafici, siamo al capolinea politico. E’ giunta l’ora di lavorare insieme per costruire qualcosa di buono per il paese, dove tra l’altro viviamo entrambi. L’ho invitato alla festa per la mia elezione: nonostante la sconfitta è venuto, è stato un gesto nobile”.

Non è che tra cinque anni vi troveremo ancora candidati, uno contro l’altro, come sempre?

“Io le giuro che non farò il terzo mandato. Se lavoreremo bene, il candidato naturale sarà il mio vice, Daniele Menon”.

E Previato? Le ha detto che non si candiderà più?

“No, questo non me l’ha promesso”. E le premesse per il terzo capitolo della saga sono servite.

Ma. Ran.

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