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Licenziamenti all'azienda di pulizie <br/> grande tensione, arrivano i carabinieri

Santa Maria Maddalena

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Un momento della manifestazione a Libera

Grande tensione davanti all'azienda di pulizie industriali Libera da parte di un gruppo di dipendenti licenziate.
Protesta accesa e rumorosa nella sede di Libera, nel pomeriggio di ieri, da parte di una rappresentanza dei 26 dipendenti che hanno ricevuto la lettera di licenziamento da parte dell’azienda Libera di Santa Maria Maddalena, una società cooperativa che si occupa di servizi ha protestato davanti alla ditta.

Una decina di lavoratrici, tutte straniere e di origine marocchina, sono entrate negli uffici di via Eridania per contestare il loro licenziamento e per tentare di ottenere i tre stipendi che dichiarano di avanzare dall’azienda rivierasca. Le lavoratrici hanno manifestato all’interno degli uffici dove non sono mancati anche momenti di particolare tensione, tanto che sono dovuti intervenire sul posto, oltre a due agenti della Polizia Locale di Occhiobello, anche due pattuglie dell’Arma dei Carabinieri di Stienta e Occhiobello.

La vicenda, è cominciata all’inizio di dicembre, quando le lavoratrici addette allo smaltimento della plastica nello stabilimento della Nek di Monselice, hanno ricevuto la busta paga con una decurtazione di 80 euro di buoni pasto, giustificate come tagli per far fronte allo stato di crisi proclamato dall’azienda la scorsa primavera. Scattò immediatamente da parte delle lavoratrici, supportate da Adl Cobas, lo sciopero ad oltranza, che è continuato in un clima di tensione sempre crescente fino ad arrivare alla denuncia e al licenziamento di 24 lavoratrici, accusate di aver impedito l’accesso all’azienda del presidente della cooperativa e poi all’occupazione dello stabilimento di via Umbria a Monselice, ancora in atto.
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