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Il caso

Rate del muto sospese ai dipendenti del Mercatone Uno

Lo fa sapere con una nota ufficiale Unicredit. Intanto arriva anche la solidarietà del Movimento Lavoratori di azione cattolica

"Ombre sul fallimento del Mercatone". Giovedì l'incontro in Regione

UniCredit sospende per un anno le rate dei mutui casa ai dipendenti di Mercatone Uno. In una nota la banca fa sapere di fare “la possibilità ai propri clienti tra i 1.800 lavoratori di Mercatone Uno, in difficoltà a seguito del fallimento della società proprietaria, di sospendere le rate dei mutui casa per un periodo fino a dodici mesi”.

La domanda di sospensione andrà presentata dai lavoratori interessati presso la propria filiale UniCredit. Il Gruppo, si legge sempre nella nota, “ha voluto mettere in atto questo intervento a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Anche il Movimento lavoratori di azione cattolica della diocesi di Adria-Rovigo si unisce al vescovo Pierantonio Pavanello nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori di Mercatone Uno. "Il recente fallimento della Shernon Holding Srl, che da poco aveva acquisito i punti vendita di  Mercatone Uno, è una ferita aperta per gli oltre 1800 lavoratori che, se possibile, è resa ancora più bruciante per il modo in cui la proprietà ha comunicato la chiusura ai suoi dipendenti - scrive in una nota il movimento - Anche il Polesine è stato colpito da questa crisi aziendale; dal 1983 infatti nel comune di
Occhiobello sorge lo stabilimento del Mercatone Uno nel quale, almeno fino a maggio, operavano 55 lavoratori. È a queste persone e alle loro famiglie che va innanzitutto la solidarietà e la fraterna vicinanza del Mlac".

"Una vicenda assai complessa e dolorosa quella che stanno vivendo i 1860 dipendenti  Mercatone Uno: nel 2018 la Shernon Holding Srl aveva rilevato lo storico marchio emiliano gravemente colpito da una crisi finanziaria che aveva causato la chiusura di alcuni punti vendita e i conseguenti licenziamenti. Ora il Tribunale di Milano, con sentenza datata 23 maggio, ha decretato il fallimento e quindi la chiusura dei 55 centri commerciali presenti in Italia, compreso quello di Occhiobello. A rendere il tutto ancora più gravoso è stata la maniera, assai indelicata, con la quale la ditta ha trasmesso ai suoi collaboratori la decisione di chiudere: con un sms nel pieno della notte tra il 24 ed il 25 maggio. Le imprese potranno anche avere delle motivazioni oggettive per giungere a certi epiloghi, ma il rispetto per la dignità delle persone non deve mai venire meno. Il Mlac, come ha fatto nei giorni scorsi anche il vescovo, assicura sincera vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti ed auspica che tutti gli attori sociali coinvolti collaborino assieme per trovare la piena soluzione della crisi. Ciascuno umanamente e cristianamente faccia la sua parte".

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