VOCE
CASTELGUGLIELMO
02.01.2023 - 10:50
Ermanno Gatti
CASTELGUGLIELMO - Il 21 Novembre scorso, a Castelguglielmo è venuto a mancare Ermanno Gatti.
Un gruppo di amici vogliono ricordarlo in un memoriale postumo ritenendo che non meriti di finire nel silenzio una vita durata 68 anni e conclusasi purtroppo nella solitudine per una grave malattia che lo ha colpito negli ultimi anni.
Di lui rievocano l’originalità, lo stile particolare anche nell’abbigliamento che, da buon montanaro, vestiva d’inverno capi in lana cotta tirolesi e cappello in feltro con la piuma.
Spiegano, “Era una persona intelligente, acuta, razionale, la matematica e la fisica le sue passioni, si dilettava a studiare e a disquisire di alte dimostrazioni, interessato a tutto e conoscitore della storia, amava leggere di tutto, da Sangiuliano ad Offredi, da Mario Rigoni Stern a Mauro Corona, da Dostoevskij a Galileo Galilei, da Rigutti a Mercalli”.
“Era una persona concreta e abile, sapeva fare di tutto con le mani. Ma aveva anche un’anima sentimentale, leale e fedele nell’amicizia”. Gatti ha partecipato alla vita comunitaria, è stato infatti tra i fondatori nel 1993 della Pro Loco ricoprendo anche la presidenza. Da giovane si era prodigato intervenendo con il suo trattore e il suo” birroccino” per la raccolta del ferrovecchio a scopi benefici. “Uno spirito libero – proseguono gli amici - poco convenzionale, poteva sembrare burbero, scuoteva la testa quando disapprovava qualcosa, non immediatamente docile e disponibile, ma poi generoso nel dare una mano a chi lo chiedeva”.
Figlio unico di buona famiglia, la mamma suonava il violino, il padre Ivo faceva il collocatore della manodopera agricola. Con il suo diploma di perito industriale ha fatto esperienze lavorative in Africa per la Riello. Ha frequentato Fisica all’Università di Trento, studi che non ha concluso, migrando poi a Geologia a Ferrara, studi lo hanno reso ottimo conoscitore di minerali e rocce e fossili, di cui vantava una preziosa raccolta. Nei primi anni ‘90 ha tenuto alcune lezioni di Storia della Terra e della vita come divulgatore e conoscitore, durante la settimana scientifica all’ Itas “L. Einaudi” di Badia Polesine dove aveva allestito una mostra di rocce e fossili, che dimostravano/illustravano le affermazioni teoriche.
Attento e curioso, sapeva parlare di tutto, con pertinenza e spirito critico, una gran bella testa la sua. Con nostalgia gli amici rammentano che amava le compagnie, si intratteneva volentieri con loro o invitava a casa propria gli amici per pranzi o cene. Per un certo periodo si erano costituiti con il nome la “compagnia dell’anara muta”.
Gli incontri conviviali finivano sempre con i canti della tradizione popolare che spesso intonava avendo una sua dote di basso. Doti canore le ha espresso in modo più nobile facendo parte del coro adulti che animava le celebrazioni religiose, insieme alla mamma Enrichetta, e diretto dal maestro Vincenzo Ferrari di cui era anche caro amico. In anni più recenti, per la comunità, ha collaborato per le pratiche antincendio sia del teatro parrocchiale che del plesso scolastico. Per gli amici organizzava gite in montagna, nei posti che lui ben conosceva, mettendo a frutto l’esperienza maturata nei campi studio durante l’Università, a Predazzo e dintorni.
Un velo di tristezza nelle parole degli amici ricordando gli anni più recenti”.
Da un certo punto la sua vita non è stata più facile e serena, ha conosciuto la cattiva sorte, a partire da una serie di lavori di progettazione e direzione lavori non pagati per un grosso cantiere in Sardegna, e poi per l’iniziare del suo “calvario “ con la malattia. Nel 2007 si era sposato con Olga, una signora ucraina, che spesso non ha potuto essergli vicino, perché in Ucraina aveva figli e doveva di tanto in tanto tornare a casa. Anche negli ultimi mesi la moglie non ha potuto essergli accanto essendo ancora in Ucraina e impossibilitata a rientrare in Italia per il divampare del conflitto Russo -Ucraino”.
Ermanno è morto in casa da solo. E’ stato salutato e accompagnato da una Benedizione del parroco di Castelguglielmo, don Carlo Marcello, presso la casa funeraria Ferrari in Polesella. Tra i presenti, un’amica lo ha salutato con una lettera di ringraziamento e di augurio per l’ultimo viaggio. Le sue ceneri riposano presso il cimitero di Castelguglielmo, poco distante dalla tomba degli amati genitori.
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