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LAVORO

Smart working e infortuni: svolta a Padova

Il giudice riconosce il diritto al risarcimento

Smart working e infortuni: svolta a Padova

Una recente decisione del Tribunale del lavoro riporta l’attenzione su un tema sempre più attuale: la tutela dei lavoratori in smart working. Il caso riguarda una dipendente dell’Università di Padova che, durante l’attività lavorativa svolta da casa, ha riportato una grave frattura al piede.

L’incidente è avvenuto mentre la lavoratrice era impegnata in una riunione in videoconferenza. Alzandosi dalla postazione domestica, è caduta riportando una doppia frattura alla caviglia destra, un trauma che ha reso necessario un intervento chirurgico e un lungo periodo di recupero, con circa sei mesi di assenza dal lavoro.

Dopo un percorso legale avviato con il supporto sindacale, il giudice ha stabilito che l’episodio rientra a pieno titolo tra gli infortuni sul lavoro, anche se avvenuto in ambiente domestico. La sentenza ha quindi riconosciuto il diritto della dipendente al rimborso delle spese mediche sostenute durante il periodo di malattia.

Si tratta di un caso significativo per il Veneto e per il mondo del lavoro agile, perché conferma come la tutela assicurativa possa estendersi anche agli incidenti avvenuti durante lo svolgimento delle mansioni da remoto, purché collegati all’attività lavorativa.

La decisione rappresenta un precedente importante in un contesto in cui lo smart working è ormai parte integrante dell’organizzazione professionale di molte realtà, aprendo nuove riflessioni sui confini tra spazio domestico e ambiente di lavoro.

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