you reporter

LA STORIA

In Svezia per spiccare il volo

Dopo 6 anni lavora nella ristorazione e ha fondato una società di branding

In Svezia per spiccare il volo

L’esplorazione della Svezia per Mattia Aguiari, trentenne di Guarda Veneta è iniziata sei anni fa, mentre frequentava l’università di Ingegneria a Padova. “La prima volta che l’ho visitata grazie a una mia amica che studiava a Goteborg - racconta - è stata nel 2011. Poi, nel 2013 sono tornato e nel frattempo riflettevo sulle opportunità che Rovigo mi avrebbe offerto come sbocchi dopo la laurea. La risposta era negativa. Mio padre era tra gli esodati. A Padova molti miei compagni di università si erano comunque spostati verso Bologna e Milano, a due o tre ore da qui. Ecco che ho deciso e sono partito all’avventura".

Mattia ricorda ancora il tragitto infinito della sua avventura in Svezia e la cosa che lo ha colpito di più. “Era settembre, e con la valigia da 10 chili consentita da un volo low cost, ho speso 50 euro e tante ore per arrivare da Treviso a Oslo e da Oslo a Goteborg int treno. Lì mi ha accolto un freddo terrificante. La città sta al buio per tanto tempo, noi non siamo abituati, ma a parte questo ho scoperto che sapevo l’inglese e che potevo cavarmela”.

Ora che ha imparato anche lo svedese e mastica francese e spagnolo, lavora da tempo nella ristorazione e ha aperto una sua società di marketing o meglio, di branding, che crea contenuti on line e li spalma sui social media per promuovere le aziende.. Mattia può dire tranquillamente che il freddo e il buio sono superabili, perché lui il sole “ce lo ha dentro”. Infatti, ha avviato le pratiche per diventare cittadino svedese. “Qui la società è molto accogliente, ti aiutano quando vedeono che non parli svedese e c’è un’app per la dichiarazione dei redditi. L’evasione non esiste, perché c’è un forte controllo e i pagamenti avvengono al 100% con carta. E’ un altro mondo, hanno un modo di pensare completamente diverso dal nostro. E’ stato un impatto duro, ma non negativo”.

Nell’arco di tre settimane, dal suo arrivo, è arrivato il lavoro, in una società business to business che cercava una persona che sapesse parlare in italiano. “Con un contratto ho potuto ottenere il personal number - spiega Aguiari - con questo in Svezia accedi a tutto, apri un conto in banca, ti iscrivi in palestra, è il tuo codice identificativo, è il passe-partout per qualsiasi servizio sociale. Se vogliamo è anche il modo in cui il sistema svedese decide chi ha piacere che rimanga in Svezia e chi no”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 7 novembre

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl