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Consorzio di sviluppo

Il sindaco Gaffeo: “Per Consvipo non oltre 100mila euro l’anno”

Il primo cittadino di Rovigo: “Stiamo ragionando sull’aumento della partecipazione. Ma con un tetto”

Il sindaco Gaffeo: “Per Consvipo non oltre 100mila euro l’anno”

Edoardo Gaffeo

“Non sopra i 100mila euro”. E’ categorico il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo riguardo la partecipazione del Comune di Rovigo al Consorzio di sviluppo. Il primo cittadino lo ha ribadito a margine del convegno sulla sicurezza organizzato ieri dal Pd in Gran Guardia. Ha precisato infatti che “stiamo ragionando sull’ipotesi di aumentare il numero di quote detenute dal Comune, rilevando una parte di quelle messe in cessione dalla Provincia. nei prossimi giorni ne discuteremo”. A domanda precisa sul tetto massimo di contributo che il Comune è disposto a mettere a sul piatto annualmente è stato fermo: “La quota massima sulla quale ragioniamo è 100mila euro, non di più. E per quota massima intendo quella data da quanto già il Comune versa attualmente più le eventuali nuove azioni”. Ecco allora che sfuma l’ipotesi fatta circolare da qualcuno, sulla possibilità che il capoluogo possa accollarsi gran parte della percentuale (45% del totale) detenuta dalla Provincia di Rovigo. Il tetto di 100mila euro, infatti corrisponde a circa 30mila euro in più. Mentre la somma che la Provincia è tenuta a versare ogni anno al Consvipo è di 264 mila euro, somma elevata, anche alla luce di revisioni al ribasso.

Resta quindi complicata la situazione del Consvipo, rimasto decapitato dopo le dimissioni dell’ormai ex presidente Pizzamano e con numerosi sindaci sempre più favorevoli alla chiusura e liquidazione dell’ente. E con la Provincia non più disposta ad essere il principale azionista. Restano in ballo quindi tante, tantissime quote associative che nessuno vuole accollarsi.

L’indisponibilità del Comune di Rovigo a rilevare una quota maggiore della partecipazione di palazzo Celio può anche essere vista come una forma precauzionale di autotutela. In caso di massiccio acquisto di azioni da parte di palazzo Nodari, infatti, al di là dell’aumento della quota annua da versare all’ente, sul Comune graverebbero anche, in caso di successiva liquidazione, gran parte dell’esposizione debitoria del Consorzio di sviluppo, a partire dal corposo mutuo per la realizzazione di impianti fotovoltaici in diversi enti locali polesani. Sono in molti a definire una simile prospettiva come minimo avventurosa. Saranno i prossimi giorni a definire i futuri passi dei sindaci soci del Consvipo, per l’ennesima volta costretti a correre al capezzale di un malato che non riesce a guarire.

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