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“Serve una cabina di regia”

I sindacati: "Nuove opportunità ok, ma difendiamo anche l'esistente"

“Serve una cabina di regia”

L’anno delle opportunità da cogliere. Il 2020 potrebbe essere, per il Polesine, una stagione di svolta, quella del rilancio economico e dell’impostazione di importanti strategie a lungo termine.

Grazie al probabile arrivo della Zes, e all’insediamento di importanti aziende. Ma il sistema Polesine è pronto a raccogliere questa sfida?

I sindacati mettono i puntini sulle “i”.

E così Pieralberto Colombo, segretario della Cgil si chiede se “come territorio siamo pronti a giocarci alla meglio queste opportunità? Il Polesine è in grado di supportare questa possibile stagione del rilancio con un’opportuna rete di servizi e infrastrutture? E soprattutto siamo in grado di impostare una sorta di regia per sapere sfruttare nella maniera più razionale questi processi? Anche perché quel che si prospetta per il Polesine, è anche di diventare un grande polo logistico, ci sono le condizioni per accompagnare questo sviluppo e creare il necessario indotto a corredo?” Colombo sottolinea anche che “servirà anche capire che tipo di posti di lavoro si vogliono creare. Penso ad Amazon, ma non solo.

Occorre manodopera professionalizzata, di qualità, altrimenti le occasioni di sviluppo potrebbero finire in impoverimento. Penso, ad esempio a forme di manodopera improntate più al turn over che altro. In questo lo spopolamento del territorio non si arresterebbe. Ecco allora chela vera sfida sarà di rendere attrattivo il territorio”. Ma attenzione, ammonisce Colombo: “Il nostro territorio resta in sofferenza. Ci sono aziende che chiudono, altre che sono in grossa difficoltà. Il settore del commercio presenta diverse criticità, dalla chiusura del Mercatone alle incertezze dell’Ipersimply. Ciò comporta la regressione della domanda di consumi interna. E’ anche sui questo fronte che si deve lavorare, come anche sulla tutela di quello che in Polesine c’è già, nella tutela dell’esistente”.

Stefania Botton, della Cisl di Rovigo aggiunge che “Sarò fondamentale saper fare rete fra mondo del lavoro e istituzioni. E poi creare la necessaria rete di infrastrutture e trasporti, aspetto indispensabile sia per la logistica che per l’attrattività del territorio. Pr non parlare della banda larga, senza di cui ogni ragionamento su industria di qualità non ha senso”. Botton poi punta il focus anche sulla formazione professionale: “Che non deve essere ridimensionata, per questo sarebbe importantissimo investire di più sull’alternanza scuola lavoro”.

Giampiero Gregnanin, della Uil, invece spiega che “il dibattito sul futuro del territorio rodigino non può prescindere dal suo rilancio economico-culturale, condizione necessaria per tenere i nostri giovani in Polesine ed essere capaci di recuperare potere attrattivo. La zes/zls, se l’iter farà il suo corso, potrà dare in tal senso lo slancio necessario. Ma occorre anche valorizzare e difendere il nostro attuale tessuto industriale e di artigianato. Ci sono molte aziende nel territorio che senza investimenti rischiano di avere le difficoltà riscontrate in Ecolab. Sempre più avremo a che fare con multinazionali che saranno proiettate nell’industria 4.0. Abbiamo grandi eccellenze su produzioni ecocompatibili come Novamont".

Sulla "Voce" di mercoledì 27 novembre l'articolo completo.

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