you reporter

CADA

“Centro anziani inascoltato”

Chiesti due posti auto, rispetto degli spazi per disabili. Disagi anche per un’altra associazione

“Centro anziani inascoltato”

Un forte grido di dolore si alza dalla sede del Cada di piazza Casellati per tre questioni segnalate a Palazzo Tassoni ma mai risolte, anzi neppure è stata data risposta: l’assegnazione di due posti auto, il rispetto dei parcheggi riservati ai disabili, l’utilizzo di una sala a un’altra associazione. A farsi portavoce di queste problematiche è la presidente Patrizia Osti.

Punto primo, posti auto. “Da più di due mesi - segnala la presidente - ancora non è stata data risposta in merito a una precisa richiesta protocollata e inviata al sindaco, richiesta che aveva lo scopo di individuare in maniera condivisa una soluzione che potesse soddisfare sia le esigenze di viabilità di piazza Casellati che la situazione di forte disagio in cui si trova il Cada. Mi ero fatta interprete e portavoce degli associati, ponendo una rispettosa quanto ferma richiesta perché potessero essere riservati in forma perenne due posti auto a parcheggio all'associazione”.

Punto secondo, parcheggio disabili. “E’ stato chiesto - prosegue Osti - che venga ripensata la logistica della piazza antistante, per garantire sempre la presenza e la fruibilità di un posto riservato ai portatori di handicap, che purtroppo come altri quattro parcheggi, viene transennato per questioni di sicurezza ogni qualvolta si svolgono rappresentazioni al teatro Ferrini. Diverse sono le persone che quando arrivano non hanno la possibilità di parcheggiare e la difficoltà maggiore è per chi con problemi di mobilità e in possesso del regolare pass, trova il parcheggio riservato ai portatori di handicap non fruibile. Il sindaco non si è mai degnato di una risposta”.

Punto terzo, ospiti in casa. La presidente fa sapere che “l'amministrazione comunale ha autorizzato un’associazione all'uso di una stanza al primo piano dello stabile dove ha sede il Cada proprio di domenica pomeriggio e negli stessi orari in cui gli associati si ritrovano per giocare a tombola, momento di aggregazione senza il quale sarebbero costretti a rimanere e casa, magari anche da soli. Tutto questo adducendo il fatto di non essere a conoscenza che lo spazio era occupato. Affermazione contestabile e facilmente smontabile visto che da quasi 25 anni l'associazione ha sempre usufruito della stanza in questione, tanto più che gli unici due giorni in cui il riscaldamento è funzionante sono proprio il giovedì pomeriggio con gli appuntamenti culturali e la domenica pomeriggio col gioco della tombola. Come non si poteva sapere?”

Sulla "Voce" di venerdì 29 novembre l'articolo completo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl