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I presìdi aperti: “C’è choc e paura”

Nella città deserta lavorano i negozi essenziali per il decreto. “Boom di mascherine”. In farmacia: “Hanno fatto incetta di medicine e immunostimolanti”. E c’è chi fa la spesa “per finta”.

I presìdi aperti: “C’è choc e paura”

In farmacia hanno fatto scorta di medicinali, per ogni precauzione. Per chi ha patologie sono come il pane quotidiano. E poi chiedono soprattutto mascherine e gel disinfettante, che non c’è “lo abbiamo ordinato, ma non arriva - spiega Fatjon, della parafarmacia in piazza Garibaldi - Oggi tanti hanno chiesto immunostimolanti, la vitamina C, a causa del fatto che si è sparsa questa fake news per cui la vitamina C combatte il Coronavirus. Noi cerchiamo di veicolare una corretta informazione, ma in alcuni si è sviluppato il panico”.

Nella Rovigo dei servizi essenziali, chi rimane aperto diventa anche valvola di sfogo: “Oggi abbiamo avuto di tutto - racconta Samuele dell’Angolo Verde, il negozio di ortaggi in Piazzetta Annonaria - Gente che ha comprato tutto, come se dovessimo chiudere domani e persone che hanno preso un solo pezzo, giusto per giustificare l’uscita da casa”.

La mascherina è comparsa da un giorno all’altro per i commercianti rimasti aperti in questi giorni da coprifuoco. “Massima solidarità ai sanitari che la devono portare ogni giorno - sorride Margherita della Bottega del Pane, in piazzetta Annonaria - è un incubo. Noi facciamo mantenere le distanze ma anche molti clienti oramai ci dicono da fuori quello che vogliono. Speriamo finisca presto”.

I fornitori, finora, sono stati puntuali e hanno approvvigionato i negozi. Tranne per mascherine e gel disinfettanti, introvabili. Gabriella, titolare della gastronomia Piva racconta la sua mattinata: “C’è tanta confusione, la gente non sa se i negozi sono aperti o chiusi. Noi finora lavoriamo tranquilli. Abbiamo tutto. Una signora ci ha raccontato che è stata fermata dalla polizia”.

“La preoccupazione sta aumentando - dice Andrea della Farmacia Tre Mori dove un nastro bianco e rosso indica che una distanza di sicurezza non si può oltrepassare - Non vendiamo prodotti di cosmesi, ma farmaci e poi continuano a chiedere le mascherine, ma non ne abbiamo più”.

Federico, della bottega Rarò, non porta la mascherina: “Io faccio anche commercio online. Ora sto pensando visto che sono un alimentari, di fornirmi di carne pregiata. La gente entra, ha voglia in un momento come questo, di limitazioni, di concedersi qualche lusso in più, a casa”.

La pescheria Farinella ha lavorato per tutta la mattinata. “Finché non fermano i pescherecci siamo a posto - assicura - noi ci siamo”. E la piazzetta Annonaria, sempre mantenendo le distanze di sicurezza, diventa uno dei luoghi più frequentati e vitali di Rovigo. Chi l’avrebbe mai detto della parte di ex ghetto così abbandonato negli anni dalle amministrazioni comunali.

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