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Commercianti, grido di disperazione

Drammatico appello di Adriashopping in vista della riapertura delle attività. Le proposte: Imu e Tari a novembre, sospensione Cosap, sanzioni al minimo e parcheggi gratuiti

Commercianti, grido di disperazione

I tempi della movida sembrano un miraggio

Sembra ormai prossima la cosiddetta Fase 2, ovvero il dopo emergenza Coronavirus, e i commercianti adriesi si sentono soli, abbandonati e allo sbaraglio. E quanto emerge dalla lettera inviata a Palazzo Tassoni dal presidente di Adriashopping, Mauro Trombini. Ma l’associazione non sta a guardare e neppure ad aspettare la manna dal cielo: i commercianti e gli altri imprenditori locali sono pronti a rimboccarsi le mani e auspicano di avere al loro fianco in primis il sindaco Omar Barbierato e la civica amministrazione perché non si tratta di una ripresa, ma di una ricostruzione in una montagna di macerie. Così Adriashopping cala sul tavolo una cinquina di proposte per dare alcuni chiari e concreti suggerimenti all’amministrazione comunale. Ecco i punti fondamentali: primo, posticipare Imu e Tari a novembre, come da facoltà concessa dal governo; secondo, aiuti concreti e tempestivi a favore di tutta la categoria commerciale; terzo, sospensione temporanea delle spese di occupazione del suolo pubblico per tutto l’anno 2020; quarto, riduzione al minimo, come previsto dalla legge, di sanzioni, eventualmente comminate ai commercianti; quinto, parcheggi gratuiti per tutto l'anno 2020 per motivare i cittadini a frequentare il centro storico e non.

“Si tratta di proposte - puntualizza Trombini - tutte praticabili sul piano amministrativo, necessitano soltanto della volontà politica, ovvero delle scelte che questa amministrazione intende fare. Queste proposte sono maturate dalla base associativa, dai commercianti che hanno chiuso da quasi due mesi con tutte le conseguenze che difficilmente possono immaginare coloro che non vi è coinvolti”.

Si teme che tanti possano non riaprire o chiudano poco dopo. Le risulta?

“La situazione è indubbiamente drammatica. Il comparto è stato colpito gravemente da una crisi retroattiva, quindi andrà sicuramente incontro ad ulteriore catastrofica situazione con chiusure di molte attività e difficoltà ciclopiche per chi avrà il coraggio di riaprire i battenti. Tuttavia, sento nella stragrande maggioranza dei commercianti e non solo, la voglia e la determinazione a non abbassare la testa. Pertanto a fronte del fondamentale valore del comparto commerciale per l’economia adriese, di cui sono noti i risvolti, penso che l’amministrazione comunale possa condividere i contenuti di queste proposte, adesso ci aspettiamo risposte certe e concrete”.

Avete parlato con l’amministrazione comunale?

“La domanda che rivolgiamo al sindaco è proprio questa: esiste un piano che favorisca la ripresa dopo il cataclisma che ci ha colpiti? Se sì, gradiremmo essere edotti quanto prima, così da predisporre la più fattiva collaborazione al fine del bene comune del settore commerciale, nonché sul piano dei servizi a favore della comunità. In conseguenza di tutto ciò, faccio appello alla sensibilità del sindaco e di tutta l’amministrazione comunale affinché sappia escogitare le soluzioni più appropriate perché Adria non perisca definitivamente”.

Trombini conclude con un appello diretto al sindaco: “Lungi da me il volermi sostituire alle sue decisioni e a quelle dei suoi collaboratori, le nostre proposte hanno l’unico obiettivo di galvanizzare sul piano pratico un comparto che rappresenta la storia stessa della città”.

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