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OCCHIOBELLO

“Ignorati i piccoli commercianti”

La minoranza attacca la giunta per la scelta degli esercizi dove usare i buoni spesa. Irene Bononi: “Soltanto quattro le attività del territorio coinvolte in questa iniziativa”

“Ignorati i piccoli commercianti”

A Occhiobello, parte la distribuzione dei tanto attesi buoni spesa previsti in materia di Covid 19 e messi a disposizione dallo Stato. Il fondo, che per Occhiobello è di 63.624,07 euro, verrà suddiviso tra chi ha presentato regolare domanda entro venerdì scorso. “I criteri per l’assegnazione sono stati definiti discrezionalmente dall’amministrazione comunale, capitanata dal sindaco e dall’assessore Alberghini in una task force con i servizi sociali - afferma la capogruppo di minoranza Irene Bononi - La richiesta del nostro gruppo consiliare di poter essere interpellato e di dare una mano, é stata infatti del tutto ignorata. Con stupore e ‘dispiacere’, ora siamo a constatare che, tra le attività coinvolte come punti di riferimento dove spendere la card buoni spesa, non sono stati inseriti anche i piccoli commercianti di generi essenziali del nostro territorio. Nella maggior parte dei casi, le nostre piccole botteghe di paese sono gestite da cittadini occhiobellesi che già stanno affrontando un momento difficile, con un futuro incerto. Ci aspettavamo che l’amministrazione fosse vicina a coloro che ogni mattina alzano le serrande, come i panifici, le macellerie, la pescheria, gli ortofrutta, le farmacie, eccetera. Cioè le stesse attività che già si devono inventare nuovi metodi di vendita come la consegna a domicilio”.“Ci pare incredibile che solo quattro attività del territorio abbiano dato la disponibilità per essere coinvolte in questa iniziativa: Coop Alleanza 3.0, Lidl Italia, Rossetto e Food Group – continua Bononi - Vero è che sono le principali strutture che trattano la distribuzione di tipo generalista, ma sorge spontaneo credere che sia stato più semplice per l’amministrazione ridurre gli interlocutori. I dubbi sulla corretta ed equilibrata gestione della situazione emergenziale li abbiamo e, come noi, li hanno molti cittadini e commercianti locali che ci hanno contattato quasi basiti delle scelte dell’amministrazione. Non ci è chiaro in che modo siano state selezionate le attività in cui sono spendibili i buoni spesa e come mai la richiesta di partecipazione non sia stata rivolta a tutte le attività di settore regolarmente aperte. Non essendo stata data nessuna indicazione su come entrare in quell’elenco, ci si aspettava che dal Comune si provvedesse a contattare le attività una ad una, per chiederne la disponibilità; ciò non è invece minimamente accaduto”. La capogruppo di minoranza aggiunge: “Inoltre, dalle parole dell’assessore Alberghini, si apprende che non saranno buoni spesa comunali, ma verranno distribuite le gift card dei vari esercizi aderenti. Si presume perciò un obbligo di spesa per il cittadino nella struttura decisa dal comune, viste anche le determine che stabiliscono a monte gli importi per ognuna delle quattro strutture coinvolte, senza lasciare nemmeno il minimo margine di scelta. Sarebbe corretto, a nostro avviso, far sì che il cittadino possa almeno valutare dove utilizzare la card tra le quattro strutture indicate. Più volte e con diversi mezzi, il nostro gruppo ha chiesto e cercato di ottenere delucidazioni, trovandosi sempre di fronte ad un portone pressoché sigillato e insuperabile. Abbiamo diritti e doveri nei confronti, rispettivamente, dell’amministrazione e dei nostri concittadini. Ma dobbiamo ritenere che questa maggioranza sia convinta di non aver alcun obbligo di informazione e trasparenza rispetto agli altri componenti del consiglio comunale. A parer di molti ci troviamo di fronte ad un sindaco che, insieme ai componenti della propria tavola rotonda, invece di agire per il bene della comunità impone le proprie decisioni, disponendo chi sia o meno degno di partecipare a qualsivoglia iniziativa. D'altronde - conclude Bononi - chi sedeva attorno alla tavola rotonda era un re e non un sindaco. Quindi la coerenza non manca”.

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