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Adriashopping lasciata alla porta

Domani videoconferenza con la vicesindaca Wilma Moda per studiare la fase 2. Trombini: “Chiusura ingiustificata, soprattutto in un momento così drammatico per il settore”

Adriashopping lasciata alla porta

“No, tu no”: il celebre ritornello di Enzo Jannacci è stato adottato dalla vicesindaca Wilma Moda che ha escluso Adriashopping dal tavolo del commercio. Domani pomeriggio alle 15 è in programma un incontro, in videoconferenza, per “condividere proposte e idee per la fase-2” dell’emergenza sanitaria. Ma la storica associazione di commercianti e artigiani adriesi è stata lasciata fuori. Infatti, l’invito è arrivato a Confersercenti, Ascom, Cna e Apar. Inoltre è stato invitato a partecipare uno dei cinque operatori chiamati a far parte del tavolo che doveva dedicarsi al “Distretto del commercio”, ma l’emergenza Coronavirus ha momentaneamente bloccato tutto. Gli operatori sono: Barbara Biasioli, Walter Favarato, Sabrina Guarnieri, Antonella Legnaro e Stefano Ravarro, tutti aderenti ad Adriashopping, Biasioli vicepresidente. Da quanto si apprende in via informale, sarebbe stata indicata Biasioli per la videoconferenza di oggi pomeriggio.

Il presidente di Adriashopping, Mauro Trombini, ha fatto notare a Wilma Moda l’opportunità che sia presente l’associazione con la sua rappresentanza ufficiale, ma la vicesindaca non ha voluto saperne. Chiaro l’intento di non voler dare riconoscimento a questa associazione, promotrice dei “Venerdì di Adria d’estate” che quest’anno ammainerà la bandiera, ma non sarà soltanto colpa del Coronavirus. Le tensioni emerse nelle ultime due edizioni tra associazione e amministrazione civica hanno fatto capire che la manifestazione non ha un futuro, il Covid-19 darà il colpo di grazia.

Al momento Trombini non vuole rilasciare dichiarazioni per non alimentare polemiche alla vigilia di un incontro così importante, “tuttavia - fa sapere - c’è l’amarezza di una chiusura ingiustificata nei nostri confronti che certamente non fa bene al mondo del commercio adriese in un momento non grave, ma drammatico. Dobbiamo dire le cose come stanno: il momento è drammatico, tante attività potrebbero non riaprire”.

Parole dure che dovrebbero scuotere Palazzo Tassoni dove è arrivata, nei giorni scorsi, una lettera con alcune proposte messe nero su bianco dagli stessi commercianti per avere un sostegno nel momento della riapertura. Ecco la cinquina di proposte: primo, posticipare Imu e Tari a novembre, come da facoltà concessa dal governo; secondo, aiuti concreti e tempestivi a favore di tutta la categoria commerciale; terzo, sospensione temporanea delle spese di occupazione del suolo pubblico per tutto l'anno 2020; quarto, riduzione al minimo, come previsto dalla legge, di sanzioni, eventualmente comminate ai commercianti; quinto, parcheggi gratuiti per tutto l'anno 2020 per motivare i cittadini a frequentare il centro storico e non.

Nella lettera inviata al sindaco Omar Barbierato, Adriashopping rileva che “il settore commerciale, già colpito gravemente da una crisi retroattiva, andrà sicuramente incontro ad ulteriore catastrofica situazione con chiusure di molte attività e difficoltà ciclopiche per chi avrà il coraggio di riaprire i battenti. Facciamo appello alla sua sensibilità e capacità di escogitare le soluzioni più appropriate perché Adria non perisca definitivamente”.

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