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L’EMERGENZA ECONOMICA

Radicchio, è crisi: mercati al collasso

Il presidente del Consorzio Igp, Boscolo Palo: “Produzione eccessiva, i ricavi azzerati”. Situazione molto dura anche all’ortofrutticolo di Rosolina.

Radicchio, è crisi: mercati al collasso

Produzione eccessiva di radicchio e prezzi di vendita molto bassi, tanto da non poter coprire i costi di produzione. La crisi economica che sta attanagliando l’Italia tocca anche la produzione e la vendita del radicchio di Chioggia, quindi i mercati, come quello nel Delta, a Rosolina.

E’ proprio Giuseppe Boscolo Palo, presidente del consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia Igp e amministratore unico del mercato ortofrutticolo di Chioggia, a spiegare i gravosi danni causati dal Coronavirus al commercio del radicchio.

Il consorzio del radicchio di Chioggia Igp comprende un’area di produzione di dieci comuni: oltre a Chioggia, Cavarzere, Cona, Codevigo, Correzzola, ci sono poi cinque comuni polesani ovvero Rosolina, Loreo, Porto Viro, Taglio di Po e Ariano Polesine. Il periodo di grande sofferenza che sta attraversando il mercato lagunare, è lo stesso di quello dei mercati polesani, in particolare il mercato ortofrutticolo di Rosolina. “Si è verificata una tempesta perfetta - dice - Ci sono quantità enormi di radicchio nei frigoriferi messi dai commercianti per rifornire la grande distribuzione organizzata, cioè i vari supermercati. Poi, con il Covid 19 ci sono state le restrizioni e quindi i ristoranti, i catering, gli alberghi, i mercati sono stati chiusi e tanto prodotto non ha trovato la vendita, né in Italia, né all’estero. Quindi ci sono i frighi pieni e in più una produzione eccessiva di radicchio. Il risultato è che i prezzi di vendita sono bassi, da fame, e non coprono i costi di produzione. Quindi i ricavi sono azzerati”.

Palo spiega che a rimetterci sono le aziende perché gli imprenditori hanno investito. “Ad esempio al mercato di Brondolo c’è troppa offerta di radicchio per cui il valore del prodotto è diminuito - aggiunge - a volte viene buttato via, o, addirittura, non viene nemmeno raccolto perché il costo della manodopera supera il costo del prodotto. La situazione è quindi pesantissima per le aziende e per i gestori dei mercati di Brondolo e di Rosolina”.

Boscolo Palo ribadisce che vengono prodotti quintali di radicchio e la vendita è scarsa e a basso valore economico. Quindi molto al di sotto del costo di produzione. Ad esempio, su 200 quintali a 15 centesimi al chilo, il totale fa 3mila euro: i produttori ci rimettono 10-11 mila euro. E le aziende anche 100mila euro. “Il governo deve aiutare le aziende mettendo dei soldi altrimenti moriranno quasi tutte - aggiunge Boscolo Palo - Questa crisi è gravissima”. Nel mercato ortofrutticolo di Chioggia conferiscono 160 aziende, poi ci sono le cooperative, il consorzio. Quindi posti di lavoro. Insomma nella filiera lavorano circa 250 famiglie di Chioggia. Boscolo Palo sottolinea che c’è anche il comparto del mercato ortofrutticolo di Rosolina che ha dei numeri importanti. “Se muoiono le aziende muore anche il territorio perché subisce un impoverimento importante” conclude il presidente.

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