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Porto Tolle

“Turismo abusivo a Santa Giulia”

La minoranza ha presentato un’interpellanza all’amministrazione comunale. L’opposizione al sindaco: “Cosa intende fare per non penalizzare gli operatori in regola?”

“Turismo abusivo a Santa Giulia”

Turismo abusivo a Santa Giulia, la minoranza comunale di Porto Tolle ha presentato un’interpellanza all’amministrazione comunale.

Il problema è stato sollevato da Niky Penini, un operatore, nei giorni scorsi. I consiglieri Claudio Bellan, Cosetta Nicolasi e Michela Ferrarese chiedono una risposta a quanto emerso nei giorni scorsi relativamente a fenomeni di abusivismo nel campo dell’accompagnamento dei turisti da parte di operatori non autorizzati e non in regola.

Chiedono quindi al sindaco Roberto Pizzoli se c’è nel territorio il fenomeno dell’abusivismo nell’esercizio di attività inerenti i servizi nel campo del turismo. “Ritiene sia necessario intervenire per reprimere questi fenomeni? - aggiungono - Pensa sia utile garantire al turista la sicurezza dei servizi offerti dei nostri operatori? Cosa ha fatto o intende fare per limitare che questo fenomeno non penalizzi gli operatori in regola? Non ritiene opportuno mettere in ogni sito di attracco un cartello che invita il turista di avvalersi di operatori autorizzati e di non affidarsi a persone improvvisate senza nessuna garanzia di sicurezza?”.

Concludono, sempre rivolgendosi al sindaco, se non ritiene opportuno incaricare il comando della polizia locale, e di sollecitare le forze dell’ordine a vigilare affinché non ci siano zone d’ombra sul settore turistico del territorio. Niky Penini, nel suo intervento diceva: “Dopo il coronavirus, gli abusivi uccidono il turismo a Santa Giulia. Da due anni sto denunciando la presenza di circa 5 imbarcazioni che abusivamente trasportano i turisti a visitare il Delta in barca. Sono attività illecite sotto i più svariati aspetti: dalla mancanza di abilitazione per l’attività di pescaturismo, ai motori superiori ai 25 cv, alle imbarcazioni prive di collaudo o da diporto utilizzate per attività lucrative; dalla mancanza di un’assicurazione idonea, all’elusione del fisco. Tali ‘operatori’ appartengono al luogo, dal pensionato, a chi vede il guadagno facile, pubblicizzati su internet con siti propri o su trip advisor, con nomi di altre persone, paventando anche titoli di persone decedute o addirittura venduti in pacchetti vacanza con strutture locali (che per fortuna sono poche quelle che lavorano con taluni personaggi). Questo tipo di attività va a ledere chi opera nella legalità e chi crede veramente nello sviluppo del turismo sostenibile nel nostro territorio deltizio”.

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