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Lendinara

Stop alle barriere architettoniche

Ultimati gli interventi di abbattimento con la ripresa dei lavori alla fine dell’emergenza: ringhiera sulle due rampe in trachite della chiesa di San Biagio e del municipio.

Stop alle barriere architettoniche

Intervento di abbattimento delle barriere architettoniche ultimato. Finita l'emergenza Covid 19, infatti, i lavoratori sono tornati operativi e hanno completato con una ringhiera le due rampe in trachite, una per la chiesa di San Biagio e una per il palazzo municipale. Questi due interventi sono strettamente legati ai lavori per la riqualificazione di piazza Alberto Mario, con l’abbattimento delle barriere architettoniche nei suoi marciapiedi e in quelli delle vie limitrofe. Ammonta a 128mila euro la cifra complessiva che è stata stanziata per questo intervento di riqualificazione dei percorsi pedonali del centro storico.

Continua il restyling dei marciapiedi della città: “Per questi interventi - precisa il sindaco Luigi Viaro - sono stati usati i fondi del comune, per proseguire e integrare quanto già iniziato con i progetti di via Cavour e via Varliero fatti con i fondi del governo. Non abbiamo usato la trachite perché richiedeva costi straordinari e volevamo procedere per migliorare la condizione dei marciapiedi cittadini nell'ottica di ridurre le barriere architettoniche in un'area maggiore possibile”.

Il primo cittadino ha citato infatti i 90mila euro ottenuti dallo Stato in virtù del cosiddetto “Decreto crescita”, che prevede contributi per interventi mirati alla mobilità sostenibile e per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre a questo, c’è anche il cantiere tra largo Carducci e piazzetta Alberto Mario, per interventi allo scopo non solo di rendere accessibili i percorsi pedonali a chi si muove con l’ausilio di una carrozzina, ma anche a migliorare il decoro della piazza in cui si trova lo storico monumento al patriota lendinarese, realizzato nel 1897 da Ettore Ferrari, eretto proprio a pochi passi dalla casa di via Santuario in cui abitava la sua famiglia, e poi lui stesso con la moglie. A trasformarsi sarà soprattutto la parte Nord-Ovest della piazza, che ha un suolo in terra battuta. Il cantiere riguarda anche largo Carducci, in cui sono sistemati i marciapiedi fino al ponte Nuovo con la sostituzione del vecchio asfalto e l’abbellimento con una stampa resinata a caldo, come quelle utilizzate per via Varliero e via Cavour.

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