VOCE
Adria d'estate
18.06.2020 - 20:56
“Barbierato, se ci sei batti un colpo”: è il messaggio che arriva dalla riunione dell’altra sera da parte di diverse associazioni del volontariato scese in campo per salvare i “Venerdì di Adria d’estate”, ma soprattutto per non spegnere la città nel periodo estivo, fondamentale per dare un segnale di ripresa dopo i lunghi mesi bui del lockdown.
La manodopera è pronta, adesso, come si suol dire, manca la “benzina”, ovvero le risorse finanziare per sostenere le iniziative. E il carburante può arrivare soltanto da Palazzo Tassoni perché in questo momento non solo le casse di commercianti e operatori economici sono a secco, ma essi stessi aspettano contributi. Ecco perché la prossima mossa dovrà essere quella dell’amministrazione comunale. L’altra sera, intanto, su iniziativa di Adriashopping, si sono ritrovate attorno al tavolo Pro loco, le consulte del volontariato sociale, dello sport e tempo libero, Adria.com, Adrianostra, Vecchie glorie, alpini, lagunari, Avis, PromoviAmoAdria e Croce verde, tutte pronte a fare squadra in questo difficile momento. “Il primo obiettivo - spiega Mauro Trombini, presidente di Adriashopping - è quello di organizzare i primi due venerdì di luglio, poi dal 15 dovrebbe intervenire una nuova ordinanza della Regione per regolamentare gli eventi, in base a quel provvedimento sapremo meglio che cosa si può o non si può fare. Intanto - prosegue Trombini - c’è la possibilità di organizzare qualcosa nei primi due venerdì, almeno per dare un segnale che la città è viva. Le associazioni intervenute hanno dato piena disponibilità a dare una mano, mai come in questo momento, c’è bisogno dell’aiuto di tutti”.
Adesso gli occhi sono puntati sul comune e sulle decisioni che la giunta civica vorrà prendere per mettere in moto la macchina. Intanto sul tavolo c’è una proposta avanzata da Federico Simoni, presidente della consulta dello sport e tempo libero, che suggerisce alcune variazioni di bilancio per recuperare in tempi brevissimi ben 50mila euro: 30mila dagli incarichi esterni, 10mila dal surplus destinato alla manutenzione del verde, altri 10mila da ridare alle associazioni, vittime dei tagli della vicesindaca Wilma Moda.
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