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VERSO LA RIAPERTURA

Scuole, è un’estate caldissima

Coizzi: “Valutiamo i lavori di ristrutturazione da fare”. Garbellini: “Cercheremo di utilizzare gli ambienti che abbiamo”

“Io preside a 70 km di distanza”

Come lo è stato alla fine, anche l’inizio del prossimo anno scolastico, a settembre, sarà ben diverso da quello che è stato negli anni scorsi.

Infatti, tutti gli Istituti scolastici polesani, come a livello nazionale, dovranno seguire le nuove restrizioni imposte dall’emergenza Coronavirus, che impone di adottare misure restrittive nell’ottica di evitare contagi e ripresa della pandemia, garantendo comunque la scuola in presenza (sempre se rimarrà questo indirizzo in vista del prossimo anno scolastico).

Il rientro, così come previsto dal ministero dell’istruzione, dovrà essere in presenza per tutti.

Le linee guida nelle ultime due settimane stanno “catturando” l’attenzione di uffici scolastici e amministrazioni comunali. Si sta ultimando anche un vero e proprio protocollo di sicurezza fra comitato tecnico scientifico e sindacati per predisporre un piano che renda il più sicuro possibile il ritorno fra i banchi e le cattedre.

Per questo motivo le scuole devono essere preparate ad accogliere gli studenti con edifici a norma.

“Abbiamo fatto la ricognizione di tutti i plessi scolastici - dice Sondra Coizzi, primo cittadino di Occhiobello - e, insieme al dirigente scolastico, ad alcuni genitori del consiglio d’istituto, ai responsabili della sicurezza, interni ed esterni, e all’ufficio tecnico del comune, stiamo valutando i lavori di ristrutturazione da eseguire ad alcune aule per rispettare la normativa anti Covid. Inoltre, cercheremo di eseguire lavori di cablaggio dove mancano, almeno nei primi mesi dell’anno scolastico”.

“Utilizzeremo i finanziamenti che arrivano dallo Stato e dalla regione - continua il sindaco di Occhiobello - quindi nel corso di questa estate saranno effettuati tutti gli interventi necessari per pote riaprire a settembre, senza ricorrere ad altri edifici del territorio”.

“Gli uffici sono al lavoro e l’argomento della scuola è in evoluzione - spiega Nicola Garbellini, sindaco di Canaro - cercheremo di utilizzare gli ambienti e le strutture che già abbiamo”.

Anche a Pontecchio Polesine si lavora per la riapertura del nuovo anno scolastico a settembre. “Riapriremo ovviamente nel rispetto della normativa che ci dà il governo - spiega Simone Ghirotto, sindaco di Pontecchio Polesine - abbiamo 14 classi tra primaria e secondaria (6 alle elementari, 8 alle medie, nda), ma chiederemo all’ufficio scolastico di sdoppiare la prima della primaria, dove i bambini sono 25, in due classi più piccole da 12 e 13, così da andare ad un totale di 15 classi. Poi, per quanto riguarda la terza della primaria - continua il primo cittadino di Pontecchio Polesine - dovremmo portarla in un’altra struttura comunale, vicino alle scuole, ovvero l’ex Gendardmeria, che attualmente è una sala civica, che però va adattata per garantire la didattica in presenza a tutti”.

Anche l’amministrazione comunale di Gavello è al lavoro per preparare la riapertura delle scuole primaria e dell’infanzia nel rispetto delle norme per evitare i contagi da Covid 19. “Siamo in contatto con gli istituti per le riaperture a settembre - aveva già spiegato il vicesindaco Marco Merlin - ci confrontiamo in modo da poter allestire spazi e servizi, come la mensa, il dopo scuola e il trasporto, ma per tutta la didattica in generale. Stiamo anche portando avanti le opere pubbliche che riguardano le scuole stesse: alcune sono in corso d’opera in questi mesi, altre saranno effettuate a breve”. In particolare, nella scuola dell’infanzia, saranno eseguiti gli interventi per l’efficientamento energetico, che si aggiungono a quelli già realizzati.

Per quanto riguarda la primaria, è in programma in questo mese il secondo step di adeguamento alla normativa antincendio.

“Il comune ha intenzione di avere un confronto a breve con l’Istituto comprensivo - spiega ancora Marco Merlin - per valutare le garanzie degli spazi da ottimizzare in base alle misure imposte per evitare contagi”.

Infine, Erminio Colò sindaco di Guarda Veneta. In tutto in paese ci sono 33 bambini alla primaria: 20 in classe prima, 13 in seconda. “Non abbiamo difficoltà per quanto riguarda il distanziamento sociale - dice il primo cittadino - perchè abbiamo ambienti grandi, aule spaziose, i ragazzi ci stanno bene”.

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