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Caso Crepaldi, è sempre più bufera

Sulla questione della biblioteca, prende posizione anche il consigliere comunale, che interviene. Cavallari: “Il sindaco può cambiare il referente, ma deve farlo con coraggio, metterci la faccia”

Caso Crepaldi, è sempre più bufera

Lamberto Cavallari

Il sindaco Omar Barbierato sempre più nella bufera per il cosiddetto “caso Crepaldi”, ovvero la clamorosa e improvvisa rinuncia del professore dall’incarico di referente della biblioteca comunale che ha svolto ininterrottamente per 17 anni.

Sulla questione prende posizione Lamberto Cavallari leader dell’omonima lista civica. Subito conferma quanto anticipato da “la Voce di Rovigo” domenica scorsa. Lui è uno dei consiglieri comunali che nei giorni scorsi ha fatto una richiesta di accesso agli atti e al protocollo del comune non ha trovato registrata la lettera di Crepaldi. “Il sindaco - commenta Cavallari - saprà darci delle spiegazioni”. Sorgono legittime allora alcune domande: chi ha ricevuto la lettera? Perché non l’ha protocollata? Chi l’ha conservata in tutti questi giorni dal 16 giugno? Chi ne era a conoscenza? Perché il sindaco ne ha parlato soltanto in un comunicato del 2 luglio, quindi un ventina di giorni dopo? Interrogativi che pesano prima di tutto sulla mancata trasparenza da parte del primo cittadino civico che diventa mancanza di rispetto verso una delle personalità più autorevoli della città in questo momento storico, personalità conosciuta ben oltre i confini polesani dopo aver ricoperto negli anni importanti incarichi a livello regionale e nazionale.

“Le dimissioni di Crepaldi - osserva Cavallari - non sono state un fulmine a ciel sereno perché comunque Livio ha 91 anni, ma proprio per la sua età ha diritto al rispetto e alla dignità. Appena diffusa la notizia da parte dell’amministrazione comunale ci sono stati grandi consensi nei confronti del professore per il lavoro fatto in biblioteca e più in generale per la città di Adria. Tuttavia, questa amministrazione comunale ha dei grossi problemi con la verità, o per lo meno vive distaccata da quella che è la realtà dei fatti”.

E ancora: “Sono giunto in possesso della lettera soltanto domenica e grande è stata la sorpresa quando ho letto i contenuti che sono alla base della rinuncia, ben diversi da quello che il sindaco ha affermato. Crepaldi parla di dimissioni arrivate sia per motivi di età, ma anche di fatti dell’amministrazione comunale che non condivide e che precludono prospettive di impegno e progettualità culturali future per la biblioteca: tutto questo come implicito messaggio a me (Crepaldi, nda) di lasciare l’incarico”.

Questi i segnali che indicano che attorno a Crepaldi da tempo si stava facendo terra bruciata: la relazione sullo stato generale della biblioteca inviata il 3 dicembre senza ricevere alcun riscontro; il piano triennale delle opere pubbliche che sposta ancora in avanti la futura Cittadella della cultura; la separazione della cultura dalla biblioteca. “Poi altre cose meno rilevanti ma altrettanto significative - riporta Cavallari - ad esempio movimenti del personale, stato della biblioteca dei ragazzi. Mette insieme tutta una serie di cose per concludere che se tutti questi temi vengono colti nel loro insieme si evidenzia una linea complessiva di orientamento con una chiara intenzione di emarginazione. Emarginazione: un termine pesante quello che usa una persona come Crepaldi sempre abituato nella sua vita a parlare misurando le parole”.

Cavallari si dice incredulo delle parole conclusive della lettera: “Lascio con amarezza - scrive Crepaldi - perché dopo quasi 70 anni di servizio professionale e civico è la prima volta (e lo sottolinea, nda) che lascio un incarico prima del termine del mandato”. Attacca il consigliere comunale: “Sono parole pesanti che indicano come il sindaco non abbia voluto neppure dire la verità sui fatti per cui Crepaldi ha deciso di lasciare la biblioteca. Questo è un fatto grave. Il sindaco ha tutta la possibilità, è un suo diritto, di cambiare il referente della biblioteca, ma deve farlo con coraggio, metterci la faccia, doveva dire cambio referente perché voglio cambiare passo. Se si vuole portare Giolo, si prosegua. Mi auguro che Giolo, anche se è stato indicato dallo stesso Crepaldi, non si presti a questi giochi perché entrare in una biblioteca in queste condizioni è un fatto difficile da gestire”.

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