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TERRITORIO ED ECONOMIA

Il Po sinonimo di turismo fluviale

I Comuni lungo il Grande fiume puntano su approdi e ciclabili. Il viaggio tra Occhiobello, Stienta, Polesella, Canaro, Villanova Marchesana e Guarda.

Il Po sinonimo di turismo fluviale

Il turismo lento, o slow tourism, è sempre più in crescita. Tanto da essere molto praticato lungo il Grande fiume, il Po, che attraversa il Polesine.

Le amministrazioni dei comuni sulla riva del Po lo sanno molto bene, per questo puntano su strutture e servizi a favore di chi decide di passeggiare o girare in bicicletta lungo il Po.

Per quanto riguarda Occhiobello, si tratta di un territorio che vive a diretto contatto con il Po da sempre. L’opera più importante è la Sinistra Po, un percorso arginale finanziato e realizzato già qualche anno fa. In tema di turismo fluviale, peraltro, il comune ha già messo a bilancio più di 200mila euro per realizzare o completare piste ciclabili che si colleghino alla Sinistra Po. C’è anche un intervento (finanziato dalla Regione) per realizzare un importante collegamento ciclo pedonale tra il centro di Occhiobello e la popolosa frazione di Santa Maria Maddalena, in modo da completare anche il collegamento con il viale dei Nati, area che si trova sotto l’argine del Po. Presto saranno affidati i lavori, che quindi potranno partire.

Per quanto riguarda l’approdo per chi arriva dal fiume, in barca, nel territorio comunale c’è un approdo privato, un rimessaggio, che non è pubblico però.

Infine, l’attenzione al turismo fluviale è dimostrata anche dal fatto che Occhiobello partecipa all’Ogv (Organizzazione e gestione della destinazione turistica Po e suo Delta), un’iniziativa studiata dalla Regione che coinvolge non solo i comuni del Delta, ma anche quelli che si trovano lungo il Po nel suo percorso fino al mare. “Occhiobello punta ad intercettare anche i turisti del Polesine - spiega Raffaele Ziosi, assessore anche al marketing territoriale di Occhiobello - essendo terra di confine, si vuole intercettare i flussi di persone che vanno verso il Delta del Po”.

Passando alla vicina Stienta, sul fiume Po si trova la struttura dell’Imbarcadero, gestita dall’associazione degli Amici del Po. E’ una rimessa di barche, un piccolo attracco, in un circolo privato, cui si accede sia per fiume, sia per strada, in cui si va pescare o anche a mangiare.

Pure per Stienta, è importante il progetto della Sinistra Po, con una ciclabile che va sotto l’argine. Ma ci sono anche proposte per creare altre ciclabili da collegare a quella esistente.

Un altro comune che si trova sul Grande fiume è Polesella. “Per il cicloturismo stiamo procedendo con tutte le azioni di sistemazione di ciclabili e percorsi di mobilità lenta e integrata - spiega il sindaco Leonardo Raito - Facciamo parte di diverse cordate e di percorsi che vedono in Polesella uno snodo focale per i collegamenti con l’Emilia Romagna e l’intermodalità. Operiamo anche per la Ven.to e abbiamo avviato contatti per azioni congiunte anche con il comune Ferrarese di Riva del Po. Dalla prossima domenica riparte anche il mercatino del collezionismo che è iniziativa che richiama molti visitatori anche se sarà in versione ridotta e in sicurezza”.

A Canaro, poi, tra poco partiranno i lavori per il sottopasso ciclopedonale, sotto la strada statale 16, che si collegherà alla pista ciclabile di Canaro. In futuro si creerà anche un accesso ciclopedonale verso la frazione di Vallone, che è sul Po.

Inoltre, l’amministrazione ha, tra i suoi obiettivi, anche la realizzazione di un approdo fluviale (si stanno cercando contributi). Questo perchè Canaro, pur avendo un tratto di Po molto lungo, non ha il porticciolo; l’unico attracco fluviale esistente non è pubblico, ma privato.

Per quanto riguarda i servizi, certamente Canaro offre molto con i suoi ristoranti e il bellissimo Muvig, il Museo virtuale del pittore Benvenuto Tisi da Garofolo che nasce in quella che la tradizione indica come la casa natale, recentemente restaurata, del pittore.

Anche Villanova Marchesana da sempre valorizza il tratto di fiume Po da cui è bagnato. Purtroppo quest’anno, a causa del Covid, è saltata (si sarebbe dovuta tenere a giungo, per il terza anno), la tappa della Ven.to (la Venezia-Torino): lo scorso anno Villanova Marchesana ha ospitato circa 200 ciclisti, nella zona golenale, lungo gli argini del Po. Se ne riparlerà a settembre, periodo nel quale si ha intenzione di farla, sempre in base a come si evolverà la situazione dell’emergenza sanitaria. Esiste anche un approdo lungo il Po, utilizzato soprattutto da pescatori ed appassionati: l’amministrazione comunale sta cercando di valorizzarlo. Infatti, è stata costruita anche una casetta in legno di 50 metri quadrati circa, punto di ritrovo per chi è di passaggio, appunto in relazione al turismo lento.

Infine, c’è il comune di Guarda Veneta, in cui c’è una ciclabile, collegata con Pontecchio Polesine, e arriva al Po, dando accesso all’argine del Grande fiume. Proprio in relazione al turismo lento, c’è un limite di velocità fissato a 40 chilometri orari sull’argine. Nel corso del weekend, soprattutto, c’è molto movimento sull’argine, sia a piedi, sia in bicicletta.

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