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Lendinara

Via libera al piano delle acque

Mirko Rigolin: “Con eventi atmosferici brevi ma intensi, abbiamo visto criticità sempre più evidenti”

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Il municipio di Lendinara

Ha ricevuto il via libera del consiglio comunale del 25 giugno scorso il piano delle acque, uno strumento previsto dal nuovo piano territoriale di coordinamento provinciale approvato dalla Regione Veneto. “E’ la fotografia della nostra città che Ato Acque, Bacino Polesine, insieme al Consorzio di bonifica Adige Po e altri enti forniscono”, ha precisato Mirko Rigolin, dell’ufficio tecnico. “E’ chiaro che in questi ultimi anni con eventi atmosferici brevi ma intensi abbiamo visto criticità sempre più evidenti. Oltre agli interventi ordinari come la pulizia delle caditoie e lo scavo dei fossati, dovremo continuare su questo percorso come gli sfiori sulle strade per l’acqua piovana. Per alcune zone la situazione era già chiara, per altre vale la pena di approfondire per capire che interventi programmare”. Si tratta però di interventi che riguardano fossature di pubblica utilità, perché per i fossi privati sono i proprietari ad essere tenuti a fare manutenzione. Dal 2015 il Consiglio di Bacino infatti ha avviato un percorso di studio accurato per la pianificazione delle acque della rete idraulica e fognaria di ogni comune. “Le analisi idrologica, geologica e delle criticità del sistema nascono da una rete fognaria di tipo misto, che accoglie sia le acque piovane sia le acque nere, mentre per le lottizzazioni sorte negli ultimi anni si parla di sistemi separati”.

Il consigliere Loris Tietto, presidente della commissione comunale politiche per il territorio, ha sottolineato come sia importante “attrezzare il territorio per fare in modo che noi, i nostri figli o nipoti abbiamo a disposizione strategie di lungo termine. Bisogna fare prevenzione senza aspettare di capire quale sarà la prossima zona di Lendinara che sarà allagata. Abbiamo questa responsabilità, i nostri cittadini si aspettano questo da noi”.

Anche il consigliere Federico Sambinello ha sottolineato l’importanza di scelte oculate sulle aree delle nuove lottizzazioni, aree residenziali o artigianali, perché possano già prevedere tubazioni o bacini di raccolta. “Non sono più eventi straordinari, purtroppo”.

“Dopo tanti anni - ha osservato invece il consigliere Alessandro Ferlin - questa esperienza ha messo intorno al tavolo tutti gli attori che gravitano intorno a questo problema, avvalendosi anche dell’esperienza di giovani professionisti”.

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