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Elezioni regionali

“Fare la politica divertendosi”

Arturo Lorenzoni: “Lavoriamo per un progetto non per creare nemici, lontani da equilibri di potere”. La squadra polesana del “Veneto che vogliamo” si è presentata ad Adria.

“Fare la politica divertendosi”

La carovana elettorale di Arturo Lorenzoni, sotto il vessillo del “Veneto che vogliamo”, ha fatto tappa nella città etrusca. E se il buongiorno si vede dal mattino, così bisogna riconoscere che ha saputo partire con il piede giusto. Infatti, ha esordito dicendo “Sono felice di essere qui in Adria”. Quell’espressione “in Adria” ha certamente aperto il cuore degli adriòti, ma soprattutto ha dimostrato di conoscere questa città nei suoi aspetti più nascosti, particolari e caratteristici. “Adria - ha proseguito - è un punto di riferimento importante per il civismo Veneto, senza dimenticare altre importanti esperienze amministrative dei civici”. In particolare dopo la travolgente vittoria di due anni fa che ha portato alla conquista di Palazzo Tassoni con Omar Barbierato sindaco senza dover fare alleanze con nessuno. Barbierato ieri sera non ha potuto essere presente per impegni istituzionali precedentemente presi. Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dalla vicesindaca Wilma Moda, mentre era presente quasi tutta la giunta e diversi consiglieri comunali civici.

Quella del 2018, dunque, è stata una vittoria civica: senza se e senza ma. Non a caso Lorenzoni ha voluto rimarcare “l’idea di una politica divertendosi, non di una politica che crea nemici; una politica basata su un progetto, non su equilibri di potere; una politica basata sul rapporto umano non su vincoli di appartenenza”.

Accanto al candidato governatore del Veneto che sfiderà Luca Zaia nelle elezioni regionali del prossimo 20 e 21 settembre, era presente la squadra polesana formata da Enrico Bonato, Aldo D’Achille, Sara Quaglia, Enrica Muraro e Arianna Pozzato. Ognuno ha presentato, brevemente, la propria esperienza personale, professionale e politica evidenziando un minimo denominatore comune: la passione politica alla base del loro impegno, anzi del metterci la faccia per cambiare le cose e non limitarsi a criticare restando alla finestra a guardare. L’incontro è stato aperto da Paolo Giolo coordinatore provinciale di Veneto che vogliamo.

Da parte sua Bonato ha aggiunto un tocco di vita personale molto particolare che ha lasciato tutti senza parole. “La settimana prima del voto mi sposerò - ha confessato - tuttavia fino al giorno delle elezioni dedicherò il massimo impegno per arrivare al miglior risultato possibile. Qualcuno mi ha dato del matto, forse. Ma in tutto questo c’è da parte mia la volontà e la determinazione di lasciare ai miei figli e alle future generazioni un Veneto migliore”.

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