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“Siamo in campo per vincere”

Diego Crivellari ha aperto la campagna elettorale nel circolo Pd con iscritti e simpatizzanti. L’ex deputato: “Questa città deve uscire dall’isolamento e ritrovare il ruolo che le spetta”.

“Siamo in campo per vincere”

“Siamo in campo per vincere la partita”. Diego Crivellari dà subito la carica a iscritti, simpatizzanti e sostenitori nell’aprire la campagna elettorale partendo dalla città etrusca, dal circolo dem dove sono state scritte pagine importanti della storia della sinistra adriese e polesana. Come ha ricordato Sandro Gino Spinello il quale, impossibilitato a partecipare, ha inviato un messaggio scritto per ricordare “le radici storiche, politiche e culturali che hanno poi portato al Pd”.

Il saluto del circolo adriese è stato portato da Niccolò Bellini, in sostituzione del segretario Pierpaolo Ballo, fuori città per ferie. E lo slogan adottato da Crivellari “Energia per il futuro” è particolarmente piaciuto ai giovani. “Un messaggio di speranza - ha sottolineato Bellini - che ci aiuta a rimuovere quella mentalità diffusa di territorio povero, invece è la ‘mentalità povera’ che ci penalizza. Il Polesine ha enormi potenzialità che vede valorizzare e far valere, a cominciare dal livello regionale”.

E Crivellari ha indossato la fascia di capitano presentando quelli che ha definito “i miei compagni di squadra in questa partita”: Graziano Azzalin, Gessica Ferrari, Lorenzo Murciano e Maria Laura Tessarin.

Una squadra ben assortita e determinata perché la partita è tutta da giocare”. Quindi ha ammonito: “Non siamo sconfitti in partenza, abbiamo un autorevole candidato per la presidenza, Arturo Lorenzoni, docente di economia dell’energia ed electricity market economics alla scuola di ingegneria industriale dell’Università di Padova, vicesindaco di Padova: siamo convinti che sarà un bravo governatore”.

Crivellari ha battuto il tasto dell’orgoglio adriese riconoscendo che “questa città ha tutti i titoli per essere la capitale della macroarea del parco del Delta del Po, ossia mettendo insieme il versante Veneto e quello emiliano. Solo Comacchio può competere in questo ruolo, ma Adria sta indubbiamente davanti”.

Questo è stato un suo cavallo di battaglia nel quinquennio da deputato, sia pure poco ascoltato.

Allora ha ammonito: “Adria deve uscire dall’isolamento: il nostro ruolo in Regione avrà come primo obiettivo ridare a questa città il ruolo che merita e le compete: dal parco alla sanità, dai servizi socio assistenziali alla cultura, dalla viabilità ai trasporti”.

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