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VERSO LA RIAPERTURA

Scuola in attesa del banco che verrà

Non sono ancora arrivati quelli richiesti: né con le rotelle, né i monoposto. La consegna dovrebbe avvenire a metà ottobre, con un mese di ritardo. E i dirigenti aspettano.

Scuola in attesa del banco che verrà

In attesa del banco che verrà... Non è il titolo di un film, ma la fotografia di una realtà che si profila all’orizzonte per le scuole polesane. Un orizzonte molto vicino, in verità. Si, perchè, come noto, lunedì riparte l’anno scolastico, ma per molti aspetti la situazione pare essere ancora in alto mare. I rigidi protocolli prevedono una serie di norme che mirano a garantire il distanziamento sociale e, in questo contesto, i banchi rappresentano certamente uno strumento importante per consentire la corretta distanza per la sicurezza sanitaria. Ma, dopo aver sentito alcuni dirigenti scolastici, pare proprio che i banchi richiesti, quelli previsti per il rispetto della normativa, non siano ancora arrivati. E non si profila nemmeno un arrivo a breve: si parla di almeno metà ottobre. Insomma, un ritardo abbastanza lungo, se consideriamo che tra apertura delle scuole e arrivo dei banchi passerebbe un mese (se la stima sulle consegne è corretta e sarà rispettata). Il timore, però, è che si possa slittare ancora più in là. Un problema che è stato generato dalla grande mole di richieste provenienti dalle scuole.

Stiamo parlando ovviamente solo della Provincia di Rovigo, mentre è probabile che in altre zone, colpite più pesantemente dalla pandemia da Covid 19 (si pensi ad esempio al Bergamasco), in qualche istituto i banchi siano già arrivati o siano in arrivo a breve (o comunque prima della metà di ottobre).

I banchi con le rotelle, essendo più piccoli, consentono di ridurre le distanze, quindi di avere più ragazzi nella stessa aula. Oltretutto, questo tipo di banchi è previsto solo per le scuole secondarie di primo (medie) e secondo grado (superiori), non alla primaria.

Il protocollo Covid richiede che ci sia un metro tra bocca e bocca degli studenti, mentre le precedenti norme sulla sicurezza richiedono almeno sessanta centimetri tra i banchi, in modo da consentire una via di fuga. Sono inoltre vietati i banchi doppi, come quelli che si usavano un tempo.

Nel dettaglio, per quanto riguarda, per esempio, l’Istituto comprensivo di Fiesso Umbertiano, i banchi, sia quelli dotati di rotelle, sia quelli monoposto, sono stati chiesti tramite il Comune sede del plesso o tramite il ministero. In particolare, ammonta ad una trentina il numero di banchi con le rotelle che sono stati domandati per le medie dei Comuni di Fiesso Umbertiano e Castelguglielmo. Passando alla primaria, ammonta ad una quarantina il numero dei banchi “normali” richiesti per le primarie di Castelguglielmo, Fiesso Umbertiano e San Bellino. I banchi, sia con le rotelle, sia monoposto, sono stato chiesti anche per l’Iis Primo Levi di Badia .

“Non sono ancora arrivati nè banchi con le rotelle, nè quelli monoposto”, spiega Amos Golinelli, dirigente scolastico sia all’Istituto comprensivo di Fiesso Umbertiano, sia all’Istituto di istruzione superiore Primo Levi di Badia Polesine. A conferma che alla riapertura delle scuole non ci saranno.

Passando all’Istituto scolastico professionale di Stato “Giuseppe Cipriani” di Adria, l’Alberghiero, non sono stati richiesti i banchi dotati di rotelle. “Abbiamo domandato circa un centinaio di banchi monoposto, più piccoli - spiega la dirigente Lorenza Fogagnolo - con una dimensione 50 per 60 centimetri, invece che 50 per 70. Questo per avere la possibilità di maggior spazio in aula e consentire meglio il distanziamento. Ma non è ancora arrivato nulla. Per il momento sono state consegnate le mascherine, con una fornitura per sei giorni”. Per quanto riguarda i banchi con le rotelle, spiega ancora la dirigente Lorenza Fogagnolo: “Non sono adatti alla nostra didattica. Riteniamo che non siano funzionali, sono pensati per una didattica a gruppi”.

Infine, per quanto riguarda l’Istituto di istruzione superiore “Colombo”, che ha plessi ad Adria, Porto Viro e Porto Tolle, comprendendo ben 560 studenti circa, non c’è necessità di banchi. “Non abbiamo bisogno di banchi a rotelle - spiega la dirigente scolastica Cristina Gazzieri - i nostri banchi sono a misura e garantiscono il distanziamento adeguato. Quindi quelli che abbiamo già vanno bene. E non ne abbiamo richiesti altri. Oltretutto abbiamo spazi sufficienti per garantire agli studenti lezioni in presenza”.

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