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Il 2020 della Voce

Un anno dalla vostra parte

Oltre 50mila mascherine in omaggio fra marzo e aprile con il quotidiano. Sempre in edicola, anche nei giorni durissimi del lockdown.

Un anno dalla vostra parte

Se un anno fa, di questi giorni, qualcuno ci avesse detto quello che sarebbe successo da lì a poche settimane lo avremmo preso per un pazzo a piede libero. Un 2020 così nessuno lo avrebbe mai e poi mai immaginato. E’ stato un anno durissimo, per certi versi devastante. Un anno che tutti abbiamo affrontato con l’angoscia del domani, del dovere vivere giorno per giorno, senza certezze.

Non lo facciamo praticamente mai, ma quest’anno abbiamo deciso di prendere un piccolo spazio per parlare di noi; di come La Voce abbia affrontato questi mesi facendo una scelta di campo: quella di essere sempre e comunque al fianco dei nostri lettori e di chi vive in questa meravigliosa terra.

E di essere al vostro fianco senza lesinare energie, facendo gioco di squadra, mettendo in campo tutte le risorse di un gruppo editoriale (e non solo di un giornale) che proprio nei mesi più difficili ha avuto la forza di dispiegare sul terreno mezzi di comunicazione innovativi, iniziative a carattere sociale, continui momenti di approfondimento dando voce ad una società civile ed economica che mai come quest’anno ha sofferto di una solitudine devastante.

La Voce è sempre stata in edicola. Con uno sforzo enorme dal punto di vista editoriale non ha saltato neppure un giorno di uscita. Ci sono state settimane, durante il lockdown in cui i giornali e le edicole erano fra i pochissimi avamposti presenti nelle città deserte. Per noi è stato un lavoro per certi versi inedito, durissimo per gli sforzi richiesti a tutti quelli che operano nella catena produttiva; un lavoro che ci ha costretti a ripensare il prodotto giornale fino a quello che vi trovate nelle mani oggi. Una trasformazione senza mai giocare al ribasso. Anzi, con la volontà di rilanciare sempre, giorno dopo giorno. Dando spazio agli approfondimenti; pensando un giornale che sia sempre meno un contenitore di notizie e sempre più uno strumento aperto alla società e alle sue espressioni (anche quelle più periferiche e dimenticate che in realtà sono una risorsa preziosa); un giornale capace di avere un’opinione e di esprimerla senza timore; una voce aperta al contributo del mondo associativo e alle esigenze del volontariato; capace di intercettare le paure ma anche di indicare vie d’uscita.

Il vostro appoggio, che non è mai venuto meno, anche nei giorni più duri è per noi il migliore dei riconoscimenti in un anno che ci ha visto scommettere con sempre maggiore forza sulle nuove tecnologie, sull’on line e sui social (ne parliamo nell’articolo nella prossima pagina) con risultati che, ce lo diciamo da soli, hanno superato ogni più rosea previsione.

Ma è stato anche l’anno in cui, in alcuni momenti, si è deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Come quando, in piena pandemia. abbiamo lanciato una campagna di raccolta fondi che ci ha permesso (grazie anche alla collaborazione della blogger rodigina Chiara Moss) di donare alla Ulss polesana 3.258 euro destinati all’acquisto di attrezzature per la sanità. Una raccolta fondi che ha visto stringersi intorno a noi tantissimi lettori, ma anche amministratori pubblici e politici a conferma che il sapere sacrificarsi e tendere una mano al prossimo è nel dna della nostra terra.

E’ stata poi la volta delle mascherine. Li ricordate quei giorni terribili in cui le mascherine non si trovavano o venivano vendute a peso d’oro? In cui si faceva la fila per ottenerne una o due dalla Protezione civile o si aspettavano con ansia i volontari che distribuivano quelle delle Regione? Proprio in quei giorni, con una decisione presa al volo, senza fare troppi conti ma con la volontà di andare incontro ad un’esigenza immediata dei nostri concittadini, decidemmo di regalare in pochi giorni con il giornale oltre 50mila mascherine prodotte per noi da Grafica Veneta. Erano le stesse mascherine della Regione Veneto, quelle che ci aiutarono a superare i momenti più duri. I tantissimi messaggi di ringraziamento dei lettori restano una parentesi di luce in un periodo buio. Potere dire: noi ci siamo e ci saremo è una soddisfazione che non ha prezzo.

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