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“La morte come fatto quotidiano nell’emergenza della pandemia”

L’intervento del teologo Brunetto Salvarani

“La morte come fatto quotidiano nell’emergenza della pandemia”

05/05/2021 - 20:14

“Studiare Dante è ricordare le radici del nostro essere italiani e del nostro essere europei, quindi un modo per riattivare la connessione con uno dei più grandi pensatori a livello mondiale” è il messaggio lanciato dal sindaco Omar Barbierato nell’introdurre la videoconferenza con Brunetto Salvarani per parlare di “Aldilà: dall’immaginario dantesco alla cultura contemporanea”. Incontro promosso dalla biblioteca comunale nell’ambito degli eventi per i 7^ centenario della scomparsa del Sommo Poeta e coordinato dal referente della biblioteca Antonio Giolo.

Attraverso le sue parole accompagnate da Dante, Salvarani è riuscito a fare un viaggio che parte dall’importanza della Bibbia all’interno della Divina Commedia, quindi alla descrizione dell’aldilà all’interno del grande testo sacro, fino alla visione e schematizzazione dell’oltretomba di Dante, per poi parlare della visione dell’aldilà ai giorni nostri e concludere questo viaggio, in un mondo oscuro dominato dalla morte e dalla malinconia, con una riflessione su ciò che, in quest’ultimo anno, la pandemia ha insegnato, o dovrebbe aver insegnato, sulla morte e sulla perdita. “Una morte – ha evidenziato il teologo - che ci è stata sbattuta in faccia nel vivere l’emergenza sanitaria e questo consegna all’eternità la nostra persona irripetibile. Una poesia di un cantatore canadese, Leonard Cohen, dice ‘c’è una crepa in ogni muro ed è da lì che entra la luce’. Per cui oggi è proprio nella solidarietà, in un’etica comune, come ha insegnato il grande teologo Hans Kung, scomparso nei giorni scorsi, che le grandi religioni possono trovare un terreno comune di intesa”.

Quindi Salvarani ha rimarcato il rapporto tra Dante e la Bibbia, definendo “il suo modello dell’oltretomba ineguagliabile, perché ha creato il nostro immaginario mentale, in cui Inferno, Purgatorio e Paradiso sono situati in luoghi precisi, dal centro della terra in cui sta Lucifero, all’Empireo in cui è collocato il Paradiso. Secondo la teologia – ha proseguito - oggi non si può più ritenere che questi siano luoghi veri e propri: per cui si può parlare metaforicamente di stati mentali. E questo è il problema di fondo, per cui dovremmo fare dei passi in avanti collegandoci alla sensibilità scientifica e culturale moderna che si può definire post-metafisica. Dante fin dall’inizio della Commedia si riallaccia a passi della Bibbia: questo, nella visione dantesca, è il grande codice della cultura occidentale, però è un libro assente nella cultura dell’italiano medio, sebbene sia un testo fondamentale per la nostra storia, al di là delle appartenenze confessionali”.

Al termine dell’incontro è stata donata a Salvarani una copia del catalogo delle stampe della fondazione Bocchi e una riproduzione del quadro su Paolo e Francesca danteschi, di proprietà del Comune.

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