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FONDAZIONE BOCCHI

Adria nel ‘700 in due stampe antiche

Si arricchisce il patrimonio artistico grazie al contributo di BancAdria-Colli Euganei. Mauro Giuriolo: “Siamo partecipi del progetto di valorizzazione storico culturale di questa città”.

Adria nel ‘700 in due stampe antiche

14/12/2021 - 09:48

Palazzo Bocchi sempre più scrigno di cultura e luogo della memoria storica: grazie al contributo di BancAdria-Colli Euganei sono state acquisite due preziose stampe antiche del Settecento. “L’acquisto delle stampe, incisioni in rame - spiega Elena Passadore, presidente della fondazione Bocchi - è stato possibile grazie al generoso contributo di BancaAdria-Colli Euganei attenta alle tematiche artistiche, culturali e scolastiche del nostro territorio. La nostra intenzione è quella di arricchire e implementare nel tempo la già ricca ed eccezionale collezione di incisioni antiche raccolte in vita dal nobile Carlo Bocchi, oggi esposte nel piano nobile del palazzo. La collezione - ricorda Elena Passadore - è stata dichiarata di interesse culturale dalla direzione Beni culturali della Regione Veneto”.

Nei giorni scorsi si è svolta la cerimonia di presentazione alla città delle due opere per sottolineare che si tratta di un patrimonio di tutta la comunità. Erano presenti, insieme ai vertici della fondazione, il sindaco Omar Barbierato, Mara Bellettato presidente del conservatorio Buzzolla e altri rappresentanti del mondo culturale adriese. BancAdria ha presenziato ai massimi livelli con il presidente Mauro Giuriolo e Vittorio Boscolo Meneguolo presidente del collegio sindacale della banca e della fondazione.

“E’ per noi motivo di orgoglio - sottolinea Giuriolo - aver collaborato a questa iniziativa. Non ci sentiamo sponsor, ma partecipi del progetto di valorizzazione del grande patrimonio storico culturale di questa città. Un patrimonio spesso non adeguatamente valorizzato - evidenzia il numero uno della Bcc - per questo auspichiamo che la comunità adriese, in tutte le sue articolazione pubbliche e private, sappia lavorare insieme per far apprezzare sempre più questo patrimonio inespresso che è un bene della città, del Polesine e del Veneto. Noi - fa sapere Giuriolo - ci saremo sempre”.

L’acquisizione delle stampe è stata seguita passo dopo passo dall’archeologo Edoardo Zambon, membro del cda della fondazione. “Le due rare incisioni da poco acquisite - spiega - ampliano il grandissimo patrimonio culturale ed artistico della nostra città: adesso potranno essere ammirate e studiate, diventando fonte di approfondimento per studenti, ricercatori e appassionati. Queste opere d’arte, oltre a essere piacevoli da osservare, sono fonte di tantissime informazioni su Adria dell’epoca”.

A questo punto lancia una proposta: “Sarebbe opportuno in futuro – dice - pensare e ideare un progetto di valorizzazione e migliore esposizione della collezione intera all’interno degli ampi spazi di Palazzo Bocchi, prevedendo un adeguato percorso studiato ad hoc, una giusta illuminazione per rendere le stampe maggiormente osservabili e apprezzabili accompagnando le stesse con le adeguate didascalie e descrizioni”.

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