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Taglio di po

Il capannone degli orrori era nel Delta

Alla base del barbaro delitto un giro di festini pedofili che avvenivano anche a Taglio di Po. L’omicidio a Goro del 18enne Willy Branchi resta irrisolto. Ma le indagini si sono riaperte.

Il capannone degli orrori era nel delta

Il capannone dell’orrore sorgeva in Polesine. A pochi chilometri da Goro dove è stato commesso uno dei più crudeli e inquietanti omicidi degli ultimi decenni commessi fra la Bassa ferrarese e il Basso Polesine.


E forse proprio in quel capannone di Oca Marina, una frazione di Taglio di Po, che ora non esiste più, sta la chiave dell’assassinio di Willy Branchi, 18enne di Goro (Ferrara) barbaramente trucidato con una pistola da macello nella notte del 29 settembre 1988. Il suo corpo, martoriato e denudato, ritrovato sull’argine del Po a pochi metri dal Polesine, resta ancora oggi un angosciante esempio di caso irrisolto.


Dopo 30 anni Ora, dopo quasi 30 anni da quel fatto di sangue, potrebbe riaccendersi la speranza di dare un nome ai killer del ragazzo, il cold case riemerge dalle nebbie del delta del Po. Le indagini su quei fatti si sono riaperte un paio di anni fa, dopo che nei primi anni ’90 si chiusero senza risultati.


E hanno permesso di squarciare, o meglio aprire un buco, in quel velo di omertà che per anni ha oscurato ogni speranza di verità e giustizia.


Il servizio completo sulla Voce del 2 novembre.

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