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Cagnetta avvelenata, l’Ulss si difende

L'azienda replica al proprietario dell'animale

Cagnetta avvelenata, l’Ulss si difende

Cagnetta avvelenata che ha rischiato la vita, l’Ulss si difende dopo le accuse. La segreteria aziendale del sindacato Fvm dell’azienda sanitaria interviene dopo il nostro articolo pubblicato il 5 giugno, dal titolo “Zara Zara avvelenata, il padrone accusa” , nel quale Biondi accusa un veterinario di non avere prestato soccorso al proprio cane in quanto non reperibile telefonicamente.

Mario Marzolla, in una nota diffusa alla stampa, afferma: “Il collega accusato ritiene che le dichiarazioni siano non veritiere come si evince dalle evidenze oggettive verificate e verificabili allo stesso 118, tramite esclusivo delle richieste dell’utenze per il servizio di pronta reperibilità notturna e festiva dei veterinari pubblici, e nella memoria del telefonino dello stesso veterinario, nonché gravemente lesive della dignità personale e professionalità e dell’intera categoria veterinaria”. Marzolla aggiunge: “In particolare le dichiarazioni ‘Ciò che più mi stupisce è che all’una e quaranta mi chiama nuovamente il 118 dicendomi che i due telefoni cellulari del veterinario che doveva essere reperibile quella notte erano spenti’. ‘Spenti? Ma come? Che tipo di servizio è questo? Questa gente la paghiamo noi. Si può immaginare quanto grande fosse la mia rabbia. Denuncerò l’Ulss per questo disservizio, Zara è in queste condizioni anche per colpa di un veterinario che non c’era e che poteva far guadagnare del tempo utile’ risultano false”.

Dichiara il sindacato: “Perché Biondi non si è rivolto direttamente al suo gentile veterinario di fiducia o a una clinica veterinaria H 24 come peraltro sollecitato dal collega di turno , con il quale il signore è stato messo in contatto telefonico tramite il 118 alle 01.30 del 4 giugno, come da registrazione telefonica. Il segretario regionale Fvm ha interessato l’ufficio legale per intraprendere azioni legali penali o civili a tutela del collega” conclude. Edoardo Biondi, chiamato in causa, a sua volta passa al contrattacco: “Ho 90 giorni di tempo per sporgere o meno denuncia. Anche io ho registrato le telefonate, il veterinario non c’era. Le chiamate sono presenti nel tabulato telefonico. Comunque adesso Zara sta meglio, è fuori pericolo e lunedì sono previsti altri accertamenti”.

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