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Porto Viro

La chiesetta è stata restaurata, domani l’attesa processione

La chiesetta è stata restaurata, domani l’attesa processione. Mercoledì sera la celebrazione per la festa di “Sant’Antonin da Po”

La chiesetta è stata restaurata domani l’attesa processione

E’ tutto pronto per l’attesa e tradizionale processione di "Sant’Antonin da Po" alle 20.30 di domani. E’ la festa del Santo di Padova, che verrà presenziata dal vicario di Loreo don Angelo Vianello e da tutti i sacerdoti di Porto Viro.

La chiesetta che conserva la piccola statua lignea del Santo è stata recentemente ristrutturata a cura del Comitato Sant’Antonin, e a ripercorrerne la storia sono due dei volontari che la mantengono in ordine, ovvero Maria Teresa Cellegato e Giancarlo Mancin.

"Mia nonna era del 1880 e allora c’era già una chiesetta, quindi è probabile risalga a metà dell’800 quando la golena in cui si trova era cosparsa di casupole che andavano a fondo con le piene del fiume - spiega Maria Teresa - Il capitello fu costruito al posto di una pianta di fico dove la statuetta fu trovata impigliata, forse portata dalle piene".

E qui il racconto assume i toni del miracolo: “I nostri vecchi portarono la statua in casa per tre volte, e puntualmente la si ritrovava il mattino successivo sul fico. La comunità decise così di fare un primo capitello, forse in legno, andato bruciato più volte al contrario della statuetta che non ha mai riportato danni”.

Nei lavori di restauro - fatti a più riprese e appena conclusi - è poi emersa dietro una trave del sottotetto una scritta graffiata sul cemento: "1919 Zerbini Rinaldo", una vera e propria voce del passato a confermare come un centinaio di anni fa la struttura fosse già in muratura.

Maria Teresa continua la sua narrazione: “Con le due guerre diventò punto di ritrovo di mamme e mogli con figli e mariti in guerra; ricordo anch'io le stampelle e le protesi ‘per grazia ricevuta’, ma anche collane ed anelli. L’ultimo oro che ho recuperato l’ho portato a Padova dal Santo. Con l’alluvione del 1951 questa era l’unica zona asciutta, e negli anni ’70 cominciarono le prime processioni con don Umberto Pavan, e un restauro (ed ingrandimento) fu commissionato dai combattenti e reduci negli anni ‘90 a cura del cavalier Francesco Zaia”.

Dal 2005 i volontari preparano ogni anno un santino cambiando immagine; in quella di quest’anno la statuetta è affiancata da un’antica fornace di mattoni del luogo, gli stessi che furono usati per edificare la chiesetta.

L’appuntamento è in programma quindi per domani sera, con l’attesa e suggestiva processione e la benedizione delle acque del Po, alla presenza della banda, delle associazioni combattentistiche e dei gruppi di preghiera.

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