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Porto Viro

Numerosi fedeli alla processione

Pioggia e vento si sono fermati poco prima dell'avvio dei festeggiamenti

Nonostante il maltempo minacciasse i festeggiamenti, la pioggia si è fermata e la processione di Sant’Antonin da Po si è regolarmente svolta. Si è infatti tenuta la messa accompagnata dal coro, e il percorso (in via leggermente ridotta) per le strade di Contarina della statuetta lignea di Sant’Antonio, conservata nel capitello ai piedi dell’argine del Po, recentemente oggetto di restauro. Nuvoloni neri facevano presagire un acquazzone, ma alla fine è caduta solo qualche goccia.

Don Angelo, circondato dai sacerdoti di Porto Viro, nell’omelia ha spiegato: “Il Maestro, con l’Ascensione lascia un mandato ai suoi discepoli: diffondere il regno, un invito ad uscire. Antonio di Padova, che diventerà poi dottore evangelico, ha accolto in pienezza questo invito: entra nella Chiesa come monaco agostiniano e ha una svolta esistenziale quando viene chiamato a predicare il Vangelo, dopo il martirio di alcuni francescani in Marocco. La Provvidenza lo farà arrivare poi in Italia e Francia, vivendo la Parola nei segni, ovvero i miracoli e i prodigi che la Chiesa gli attribuisce da anni”.

La processione quindi, “accorciata in modo da non fare gli eroi ma i Cristiani”, come ha scherzato il parroco don Giuseppe Modenese, accompagnata dalla banda cittadina e dai rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Una ricorrenza celebrata in contemporanea anche a pochi metri oltre il grande fiume, a Taglio di Po, ed a Rosolina di cui il santo portoghese è patrono. Al termine, un intervento di saluto da parte del sindaco Maura Veronese: “Oggi è come un compleanno per me, dal momento che sono sindaco da un anno ed arrivo con un bagaglio di tante cose da realizzare. Vedendo il brutto tempo non mi sono posta il problema se c’era o no la processione – ha confidato – ma ho capito che chi è fedele non si ferma davanti alle avversità: io per prima devo prendere spunto da questo, nelle prove a cui sono sottoposta nell’amministrare”.

Risorse di tenacia a cui hanno attinto anche i volontari del c8omitato che cura la chiesetta, e la zona circostante; rappresentati da Giancarlo Mancin e Maria Teresa Cellegato che hanno ringraziato in questa ricorrenza accolta con crescente entusiasmo, tutte le realtà territoriali e i privati che si sono spesi per il restauro. Un ricordo commosso anche a Toni Ghezzo, che all’appuntamento era sempre presente con la sua musica, e mancato quattro mesi fa.

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