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L’azienda

Il futuro è già adesso: basta vederlo

La scommessa di Tumiati Impianti: auto aziendale completamente elettrica, un segnale importante

Il futuro è già adesso: basta vederlo

Ci sono passi all’apparenza piccoli, ma che guardano al futuro. E lo segnano.

Prendete un’azienda storica di Porto Viro, nel cuore del Delta. Lavora; ha commesse e impegni; non ha bisogno - oggi - di lanciarsi in nuove avventure. Eppure decide di fare un passo a cui tantissimi altri non avevano mai pensato: si dota - ed è uno dei primissimi casi, se non il primo in Polesine - di un’auto aziendale completamente elettrica (non ibrida ma al 100% elettrica), e accompagna questa scelta anche con un’innovazione concettuale. Non solo l’auto, ma anche la colonnina per la ricarica, che ovviamente significa un servizio interno ma anche rivolto all’esterno.

Quest’azienda? Tumiati impianti lavora nel settore dell’impiantistica elettrica da quasi 50 anni. Quarantanove per la precisione, e l’anno prossimo festeggerà il mezzo secolo sul mercato, che è una gran bella età.

Cinquant’anni con la sede e il cuore nel Delta (e lo stabilimento ampio e moderno che si affaccia direttamente sulla Romea) ma anche con la mente già rivolta al futuro, come si conviene alle aziende che per tempo programmano il proprio futuro, a partire dalla governance. Ed ecco che al presidente Walter Tumiati, il commendator Walter Tumiati, nella gestione dell’impresa è già affiancato il figlio Luca, un giovane entusiasta del futuro ed un management altrettanto giovane e intraprendente.

E’ in aziende come queste (Tumiati è associato a Confindustria Venezia-Rovigo, che ci ha guidato alla sua scoperta) che il futuro inizia a prendere forma.

L’auto elettrica aziendale, una Renault che si guida come una golf car ma che nella prova sulle strade del Delta mostra prestazioni degne di una vettura di cilindrata medio-alta, non è dunque solo un investimento interno. E’ un rivolgersi fuori. Ed è anche una prova di amore per un territorio, il Delta con il Parco e le sue bellezze, che di green economy dovrà vivere sempre di più; e che del rispetto dell’ambiente deve fare una bandiera, perché è su quello che si gioca il futuro e la convivenza stessa con il mondo del lavoro e dell’impresa. E’ la famosa filosofia di un’area in cui uomo e ambiente non solo devono convivere, ma dove la voglia di fare impresa è fondamentale in primo luogo per il futuro del territorio.

Filosofia a parte, ecco la scommessa. Partire dal proprio interno; dare un esempio a cui nessuno (o quasi) aveva mai pensato; diventare green nei propri spostamenti con l’intenzione di estendere questa vocazione anche all’esterno.

Un esempio? Ma lo sapete quante colonnine per la ricarica delle auto elettriche ci sono in Polesine? Un paio, al massimo tre: una a Rosolina, una ad Adria, una al confine con Ferrara nella zona di Occhiobello... Tutto qui... Eppure questo è davvero un mercato che in futuro è destinato a diventare business. “E’ stato sufficiente scrivere su Internet che avevamo la colonnina, senza aggiungere altro, che abbiamo ricevuto telefonate di turisti del nord Europa che stanno organizzando le proprie vacanze in Italia scegliendo per le proprie tappe proprio la possibilità di avere colonnine per la ricarica elettrica delle proprie auto...”, racconta Luca Tumiati.

Ecco, l’auto elettrica come simbolo per uno sguardo aperto sul futuro, ma anche come inizio di un business che per chi lavora nell’impiantistica può diventare interessante. Un esempio? Prendete ad esempio l’autodromo di Adria. E se diventasse il primo “elettrificato” in Italia, ponendosi come base per le prove delle vetture “E”? Parliamo di un mondo in espansione impressionante in tutta Europa, e che in Italia ancora fatica a prendere piede. Ma inizia a farsi largo. Anche perché c’è poco da fare. dall’elettrico passa in primo luogo la prossima trasformazione delle flotte aziendali, e un po’ alla volta il fenomeno si allargherà anche al privato.

E quando sarà il momento, essere stati i primi a credere e ad investire sul settore non potrà che essere un motivo di vanto, ma anche di presenza storica sul mercato.

Certo che per lo sviluppo finale dell’elettrico servono le colonnine diffuse sul territorio (anche se l’auto in dotazione alla Tumiati impianti, per intenderci, ha un’autonomia che supera i 300 chilometri), e serve un salto culturale. Che però è molto più vicino di quanto ci si possa immaginare. E, come abbiamo visto, c’è chi lo sguardo riesce a farlo correre già al domani.

Fa bello vedere due generazioni di imprenditori mettersi in posa di fronte alla colonnina e alla prima auto azienda completamente elettrica messa in campo in Polesine. Fa bello passare un mattinata con loro e sentirsi raccontare con entusiasmo come già, nella loro mente, il futuro abbia preso una direzione, e sia qualcosa che non è fantasia, ma una realtà in movimento. E questo anche se i numeri avrebbero potuto invitare ad accontentarsi, a gestire l’esistente. Un esistente che però - come vediamo nell’articolo sotto - è frutto di lavoro ma anche di scelte. E di scommesse. Come quella sul fotovoltaico o nell’efficientamento energetico degli impianti. Scelte che tracciano una strada dal punto di vista della filosofia di impresa. E nelle quali la scelta “elettrica” anche per il trasporto diventa una conseguenza quasi naturale...

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